- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Chiesa Santa Maria in Poggio, pieghevole illustrativo sul luogo di prima sepoltura della patrona

Condividi la notizia:

Viterbo - La chiesa della Crocetta

Viterbo – La chiesa della Crocetta

Viterbo – (s. c.) – È stato realizzato in questi giorni, dai padri Camilliani di Villa Immacolata di Viterbo insieme ad alcuni volontari e benefattori, un pieghevole illustrativo riguardante la Chiesa di Santa Maria in Poggio meglio conosciuta come Chiesa della Crocetta di via Mazzini. Questa è da considerarsi una delle più antiche chiese della città di Viterbo e prese il nome originario dal poggio su cui sorse, che al tempo era proprietà della ricca e potente famiglia dei Tignosi, la stessa famiglia che, secondo gli storici e i cronisti, eresse su questa altura un palazzo per offrirlo all’imperatore Federico I Hohenstaufen, meglio noto come Federico Barbarossa.

Nel 1603 la chiesa fu acquisita dai Padri Crociferi, insieme alle case annesse, quando era ancora in vita San Camillo de Lellis, fondatore della Congregazione. Da questo momento prese il nome di Chiesa della Crocetta, mutuandolo dai Padri Crociferi, Ministri degli Infermi (Camilliani), venuti a Viterbo per assistere i malati dell’ospedale.

L’importanza e la notorietà di questa chiesa, seppur modesta nelle sue dimensioni e nelle scelte architettoniche, è dovuta al fatto che alla Parrocchia di Santa Maria in Poggio appartenne Santa Rosa, patrona della Città di Viterbo: qui lei fu battezzata, qui veniva spesso a pregare, qui alla sua morte avvenuta nel 1251 fu sepolta e il suo corpo vi fu custodito per sette anni fino a quando, nel 1258 per volere di Papa Alessandro IV, fu traslato nell’attuale Santuario a lei dedicato. Da questa cerimonia trae le sue origini il Trasporto della Macchina di Santa Rosa.

Dalla chiesa della Crocetta, ogni anno nei mesi di settembre e dicembre prende il via il «Cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa», un percorso di rara bellezza lungo circa 45 km da fare in tre tappe (da Viterbo verso Soriano nel Cimino e Vitorchiano per poi rientrare a Viterbo), con lo scopo di rievocare l’esilio della Santa avvenuto il 4 dicembre 1250. Per quest’anno le date da segnare sul calendario sono sabato 2 settembre, le domeniche 10, 17 e 24 settembre e domenica 3 dicembre.

Nell’abside dell’altare maggiore, tra i diversi dipinti conservati all’interno della chiesa, è l’immagine della Madonna col Bambino, con la scritta dorata «Salus Infirmorum», dipinto dal Viterbese Mario Fani fondatore dell’Azione Cattolica. A destra un piccolo stemma dei Camilliani e a sinistra un piccolo stemma della famiglia Fani. Attualmente i Padri Camilliani operano in Villa Immacolata presso San Martino al Cimino a Viterbo. 


Condividi la notizia: