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I cittadini dicono “No allo spaccio di droga e alla violenza urbana”

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Montalto di Castro - Il corteo contro lo spaccio di droga e la violenza urbana

Montalto di Castro – Il corteo contro lo spaccio di droga e la violenza urbana


Montalto di Castro – Un corteo cittadino per dire “No allo spaccio di droga e alla violenza urbana”.

A organizzare l’evento, andato in scena ieri sera alla marina, Sergio Caci e Giovanni Corona (Forza Italia).

Il motivo della marcia risiede negli ultimi accadimenti che hanno visto il comune in provincia di Viterbo salire alle cronache per gli episodi di spaccio e violenza. Il rischio concreto è quello di perdere il richiamo turistico del mare proprio nel periodo migliore dell’anno.


Montalto di Castro - Il corteo contro lo spaccio di droga e la violenza urbana

Montalto di Castro – Il corteo contro lo spaccio di droga e la violenza urbana


“Non vogliamo che il nostro paese diventi la piazza dello spaccio – hanno spiegato gli organizzatori – e che i nostri giovani siano esposti al mercato della droga. Per questo motivo sentiamo il bisogno di ricompattarci come comunità, come onesti lavoratori, come imprenditori disposti a investire, come persone che da sempre tessono quella rete sociale, che nel corso dei decenni, ha fatto del nostro paese un luogo dove trascorrere un’esistenza serena”.

Il corteo è partito poco dopo le 21 dal piazzale dei Pescatori e ha percorso quasi tutto il lungomare Harmine. A scortare i cittadini le varie forze dell’ordine: carabinieri, Digos, guardia di finanza, polizia di stato e polizia locale. Le stesse forze dell’ordine che sono decise a contrastare con forza i fatti degli ultimi weekend, culminati con una sparatoria e una ferita da arma da taglio.

“Accogliamo tutti – hanno concluso gli organizzatori – ma diciamo no a chiunque voglia vivere in modo disonesto, infrangendo le leggi e la morale, perché spacciare droga, aderire a questo squallido business, diventa, per noi, anche un fatto morale. Tutto il nostro impegno sarà volto a contrastare pratiche del genere”.

Samuele Sansonetti


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