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Intelligenza artificiale, cosa ci accadrà domani…

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Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Hanno calcolato che il 90% degli scienziati di tutti i tempi sono vissuti nel ‘900. Ora saranno di più, ma non bastano e allora è comparsa l’Intelligenza Artificiale, la quale da sola cambierà usi, costumi, salute, benessere, lavoro, socialità in un modo così travolgente da indurre nei giorni scorsi il parlamento europeo a darle subito una “regolata”.

Vero e proprio stravolgimento per il sistema mondo, per la vita individuale e tutto in un secolo appena. Nel 1920 la parola robot era solo roba da letteratura, invenzione di un manichino senza coscienza creato dalla fantasia del drammaturgo cecoslovacco Karel Capek. Meno di cinquant’anni  dopo, il giornalista inglese Gordon Rattray Taylor arrivava  a profetare baldanzoso: “Se tenete duro  per qualche anno ancora, nessuno vi toglierà più dalla circolazione. Sarete eterni. O quasi”.

Con l’intelligenza artificiale, ci siamo vicini? Forse. Sempreché, però, la natura o l’uomo non intervengano con qualche disastro e su questo versante non pare essere oggi lontani pensando alle rivolte secche e umide del tempo metereologico o alle migliaia di ordigni nucleari che le nostre guerre a pezzi stanno probabilmente ponendo in modalità rampa di lancio.

Comunque, se tutto andasse bene, dovremmo dire grazie alla scienza e considerare concluso il dopo diluvio universale da cui Noè salvò gli animali e la sua famiglia, la quale pensò poi a riprodursi fino ai quasi otto miliardi ora censiti nel pianeta.  

Torneremo allora agli orizzonti di vita pre-diluvio, tipo i novecentosessantanove anni vissuti dal nonno dello stesso costruttore dell’Arca o di personaggi come il grande padre delle genti, Abramo? Quello che in più di due secoli di vita girò il mondo d’allora presentando spesso come figlia o sorella la moglie Sara che aveva sposato a novant’anni e lei, sessantacinquenne, era desiderata dai re così tanto da indurli a regalare al falso padre o fratello greggi e mandrie, asini e cammelli con contorno di servi e serve in età da lavoro.

Cosa ci accadrà domani, dunque? Inutile cercare di capirlo dai telegiornali e pure dalla sicumera dei predicatori d’ogni credo, troppi dei quali preoccupati, prima che della trascendenza, della propria immagine sui giornali. Meglio invece sperare che Giove ci riservi un posticino nel suo grembo dove, come noto, sarebbe custodito il futuro e lì aspettare il tempo in cui l’Intelligenza Artificiale andrà in commercio a prezzi accessibili.

Fidando di poter allora archiviare la maledizione che continua a colpire anche noi che non abbiamo colpa. La vendetta del Padrone dei cieli e della terra: “Tu donna partorirai nel dolore e tu uomo lavorerai con fatica” gridata ai nostri avi di nome Eva e Adamo sol perché avevano voluto saperne di più di uno strano albero detto del bene e del male, l’albero della conoscenza. Che sia stato quello il prototipo dell’Intelligenza artificiale?

Consapevoli, però, delle conseguenti incognite del caso, perché nella Bibbia, che raccontò a suo modo l’origine dell’umanità, è pure scritto che per ogni corpo è legge di sempre invecchiare come un qualsiasi abito e lo scienziato Blaise Pascal, il quale a quattro secoli dalla nascita fa ancora scuola, ci lasciò detto di non tentare di aggiungere anni alla vita, ma dare più vita agli anni.

Renzo Trappolini


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