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Montefiascone – (sil.co.) – Tragedia durante i lavori di scavo per l’ampliamento del Miralago a Montefiascone, i familiari di Paolino Morincasa, il ristoratore vittima del crollo avvenuto in via Bandita la mattina di domenica 18 giugno, chiedono il dissequestro dell’area per poter procedere ai lavori di messa in sicurezza.
L’avvocato Giuliano Migliorati, che assiste la vedova e i due figli del 72enne, ha presentato istanza al pubblico ministero Eliana Dolce che, come è noto, nel giro di pochi giorni ha già disposto la desecretazione degli atti e la condivisione di tutta la documentazione acquisita nell’immediatezza con i consulenti delle parti per accelerare i tempi.
Come si ricorderà, la procura ha aperto un fascicolo per omicidio, lesioni e disastro colposi a carico del geometra Luca Ferri, dell’ingegnere Stefano Frellicca e del titolare della ditta che stava effettuando i lavori di scavo. A quest’ultimo, Adriano Menichelli, difeso dagli avvocati Lucio Belardinelli e Francesca Carnicelli sono stati dissequestrati i mezzi che erano sul cantiere.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


