Civita Castellana – Una cattedrale gremita ha voluto partecipare a quella che è stata l’ultima fase diocesana dell’inchiesta per la beatificazione di don Pierluigi Quatrini, giovane sacerdote civitonico scomparso prematuramente dopo aver combattuto contro un male incurabile. “Sarà la chiesa a pronunciarsi sulla sua santità, ma per questa diocesi oggi è un giorno di grazia”, le parole della postulatrice Valentina Karakhanian.
Civita Castellana – Don Pierluigi Quatrini – Chiusura fase diocesana dell’inchiesta beatificazione
Don Pier Luigi, parroco di Manziana ed originario di Civita Castellana, sacerdote della nostra diocesi, è morto nel 2005 a soli 37 anni. Si era laureato in teologia, presso la Pontificia università Gregoriana di Roma, mentre in precedenza si era laureato anche in filosofia all’Università della Sapienza. E’ stato uno dei punti cardine dall’Azione cattolica, oltre che assistente dei giovani nella stessa associazione.
Il suo ricordo è ancora molto vivo tra i suoi compaesani e tra coloro che lo hanno conosciuto: infaticabile pastore, era particolarmente amato da tutti per il suo modo di fare e di essere sempre disponibile, sempre pronto a farsi vicino alle persone. Dopo la sua morte è stata fondata l’associazione “Donpiccolo” dagli amici di Civita per portare avanti l’opera del giovane sacerdote.
L’iter dell’Inchiesta Diocesana della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio don Pier Luigi Quatrini è stato introdotto il 20 dicembre 2020 con la nomina del Postulatore, Valentina V. Karakhanian da parte dell’attore della Causa, Associazione don Piccolo, a firma del suo presidente Danilo Corazza.
Dopo circa due anni e mezzo si è giunti alla fase finale diocesana, dopo aver raccolto oltre tremila documenti e ascoltato più di cinquanta testimonianze, adesso si aprirà la fase romana, dove verranno studiati ed elaborati tutti gli atti.
“In una società che esalta l’arrogante – le dichiarazioni del vescovo Marco Salvi – dove sembra che ogni problema della vita possa essere risolto solo da chi è egoista, dove l’autoreferenzialità basta per vivere, ecco che scopriamo la tenerezza di Dio per i piccoli.
La grandezza è nel lasciarsi guidare da Dio, il protagonista è colui che è rinuncia a sé. Ci viene offerta la possibilità, nella testimonianza di don piccolo, per vivere in modo degno la nostra vita e abbiamo bisogno di queste persone. La sua vita è stata per noi testimonianza, e con il suo esempio ha reso attuale il nostro affidarsi a Dio”.
Visibilmente emozionata la postulatrice Valentina Karakhanian, “Sarà la chiesa a pronunciarsi sulla sua santità, ma per questa diocesi è un giorno di grazia”.
Giusi De Novara



