Viterbo – “Se Giorgia Meloni non dovesse accettare le nostre idee, non escludiamo di dar vita a un nuovo movimento politico”. L’ex ministro del governo Berlusconi e già sindaco di Roma, Gianni Alemanno, l’altra sera era all’inaugurazione del centro internazionale di ricerca cranio-facciale di Claudio Taglia. A palazzo Grandori, Viterbo. Nel fine settimana, sabato e domenica prossimi, sarà invece ad Orvieto dove ha convocato 31 associazioni e movimenti per una grande convention intitolata “Orvieto ’23-Forum dell’indipendenza italiana”.
“Vogliamo aiutare il governo Meloni a superare se stesso e i limiti che si sono visti in questi mesi – ha detto durante l’inaugurazione del centro – facendo da pungolo perché ci sia più sovranità per l’Italia, più attenzione al sociale e una maggiore capacità di portare più avanti la nostra nazione dal punto di vista delle prospettive di sviluppo”.
Gianni Alemanno a Viterbo
Gianni Alemanno, a Orvieto darà vita a un nuovo partito o a una nuova corrente all’interno di qualche altro partito?
“Non sarà sicuramente una corrente. Lanceremo delle idee che saranno alternative a quelle del governo Meloni. Noi siamo di destra e tifiamo comunque per questo governo, perché lo preferiamo a uno tecnico o di sinistra”.
Quali sono le cose che non la convincono del governo Meloni?
“La scelta di schierarsi dalla parte degli americani nella guerra in Ucraina, le scelte sul lavoro, il fatto di non fare il salario minimo e revocare il protocollo d’intesa con la Cina, l’autonomia differenziata. Ci sono tante cose che non vanno”.
Qual è l’obiettivo del convegno di questo fine settimana ad Orvieto?
“Facciamo questo convegno per proporre le nostre idee e lanciare un manifesto che sarà un appello a Meloni per cambiare la linea politica”.
Viterbo – Gianni Alemanno
E se l’appello non dovesse essere accettato?
“Se le nostre idee non dovessero essere accettate, non escludiamo di fare un nostro movimento che possa esprime queste idee e fare da pungolo al governo. O le nostre idee le fa proprie Fratelli d’Italia o le faremo sentire noi dall’esterno di FdI”.
Un movimento che si candiderà alle prossime elezioni europee?
“Le elezioni in questo momento è l’ultimo dei problemi. Il dato è lanciare le idee e capire se saremo costretti di dar vita a una nuova organizzazione che, se sarà il caso, si candiderà”.
Per organizzazione intende un nuovo partito politico?
“Intendo un movimento politico”.
Non pensa che se Meloni dovesse accettare una linea sovranista l’Unione europea finirebbe per isolarla?
“È un alibi che ogni volta viene messo in mezzo. Quando Silvio Berlusconi fu costretto ad attaccare in Libia, la tesi era la stessa. Un anno dopo l’hanno cacciato a calci nel sedere. Se noi seguiamo quelli che sono i ricatti dei poteri forti non facciamo nessuna politica e veniamo cacciati lo stesso. Sconsiglio quindi Meloni di farsi suggestionare da questi fatti. Credo ci sia un margine ampio per fare una politica più autonoma. E non si tratta di uscire dall’Ue o dalla Nato. Guardiamo, ad esempio all’Ungheria. Fa parte sia dell’Unione europea sia della Nato. Eppure fa una politica completamente diversa e nessuno gli ha detto niente”.
Daniele Camilli

