Viterbo – La mia amministrazione ha dovuto combattere e gestire la città durante la pandemia, ma purtroppo per i viterbesi non è finita, devono ancora subire un’altra sventura, quella di avere sindaca della città Chiara Frontini.
Erba alta a Viterbo – Nel riquadro Chiara Frontini
Dieci anni di campagna elettorale, che ancora oggi continua, centinaia di migliaia di euro spesi (fortunata lei di aver avuto tanta disponibilità) hanno consentito di convincere i cittadini che avrebbe fatto di tutto e di più, promesse volate al vento, riuscendo d ottenere il giocattolo che tanto desiderava.
Con tutto l’impegno possibile non poteva fare di peggio.
Il primo trasporto della macchina di Santa Rosa, dopo il fermo per la pandemia, che tutti aspettavano con ansia ed emozione, è stato un disastro: i facchini hanno persino minacciato d’interrompere il trasporto. Il Natale 2022 verrà ricordato come il più misero di sempre, dopo trent’anni eliminato il mercatino, che era sicuramente da migliorare, ma rendeva l’atmosfera natalizia.
A seguire la cancellazione di un’altra storica manifestazione cittadina, Viterbo in fiore, recuperata dalla Pro loco e Tetraedo e tanti volontari che si sono sostituiti al comune.
Per quanto riguarda le promesse fatte e non mantenute spiccano la riapertura del Bagnaccio e l’attivazione dell’Apea del Poggino, il primo completamente abbandonato, la seconda annullata dalla regione.
Altri impegni presi in campagna elettorale, sono il piano straordinario manutenzione stradale e verde pubblico sui quali stendiamo un velo pietoso. Basta parlare con qualsiasi viterbese per avvertire tutto il malcontento in merito.
Con l’idea fissa di voler rivoluzionare tutto, la sindaca ha adottato iniziative raffazzonate e precipitose, con ripensamenti e modifiche, senza coinvolgere il consiglio comunale, stoico nel subire passivamente tutto ciò che viene deciso dall’alto.
Ricordo la confusione generata con il nuovo regolamento degli asili nido.
In questi giorni assistiamo a provvedimenti, come al solito, motu proprio, che la sindaca intende prendere per regolamentare il flusso veicolare dentro le mura della città, limitandosi per ora con molta approssimazione allo spostamento di vasi ornamentali.
Entro l’anno il flusso veicolare sarà affidato all’installazione di varchi elettronici a porta Romana, dove normalmente è necessario chiudere il traffico 4/5 volte all’anno.
Questa decisione potrebbe creare il caos al quartiere Carmine, ma la sindaca è fatta così, si sveglia la mattina e dispone.
Queste decisioni dovrebbero essere prese con i cittadini che vivono e lavorano all’interno delle mura e le loro istanze devono essere discusse dai loro rappresentanti in consiglio comunale. Tutto ciò per non far inasprire ancora di più gli animi di tante famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese.
Giovanni Maria Arena
ex sindaco di Viterbo
