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È morto l’avvocato e politico Severo Bruno

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Severo Bruno

Severo Bruno


Viterbo – È morto ieri sera l’avvocato Severo Bruno.

Ieri sera all’ospedale di Belcolle è morto Severo Bruno, avvocato e politico viterbese. Aveva 82 anni. È stato candidato per il centrosinistra alla carica di sindaco di Viterbo nel 2004 e poi consigliere comunale e capogruppo. È stato presidente del Serra di Viterbo, un movimento internazionale laicale al servizio della chiesa Cattolica a sostegno delle vocazioni. Ed è stato avvocato della curia. Lascia tre straordinari figli: Roberto, Francesca e Elisabetta di cui era giustamente orgoglioso.

I funerali di Severo Bruno verranno celebrati alla chiesa del Murialdo lunedì, 3 luglio, alle 16.


Sempre sorridente, ottimista. Lo sguardo intelligente e perspicace. La passione infinita per la politica. La politica con la p maiuscola. Fatta di attenzione per le persone, per gli altri, per i poveri. Un avvocato di assoluta intelligenza e abilità professionale, ma anche capace di mettersi al servizio gratuitamente di chi non aveva le possibilità economiche. Severo Bruno è stato tutto questo. Non era solo un ottimo avvocato. Non era solo un politico di livello. Era qualcosa di più. Verrebbe da dire che era troppo grande per una città come Viterbo. Era un galantuomo. Attaccato alla sua morale cristiana. Senza tentennamenti. Senza infingimenti. Un credente. Uno di quei rari casi di cristiani in atto. Certo un borghese, certo. Ma uno di quei borghesi che, si intuisce, passeranno per la cruna dell’ago. Casi più che rari. Sempre più rari. 


Severo Bruno non era solo appassionato per il suo mestiere di avvocato e un passionale politico, era anche un giornalista. Sì, un giornalista. Il tesserino non lo prese mai. Ma mi raccontava che da ragazzo aveva collaborato con il Messaggero. E voleva diventare giornalista iscritto all’ordine. Ma poi in realtà non se ne fece nulla. Severo ha però collaborato per anni, come opinionista, con Tusciaweb. La cosa gli piaceva, lo divertiva intellettualmente. E la sua intelligenza si appagava nel fare analisi politiche, nello sfidare l’avversario politico, nel trovare soluzioni per la sua città. Un marziano in una città che troppo spesso esprime una classe dirigente scadente, povera di idee e di intelligenza politica. Dedita al proprio particulare e non al bene comune. Ecco: Severo era attento al bene comune. Una razza di politico in estinzione. Basta fare un giro a palazzo dei Priori o in parlamento per capirlo. Severo era distante anni luce da questo mondo, da questa politichetta, dal potere per il potere. Dal potere che usa il manganello per comandare. Intendeva il potere come servizio, invece. Come capacità di governare le situazioni complesse. Come responsabilità.

Severo Severo Bruno con Sandro Mancinelli

Severo Bruno con Sandro Mancinelli


Tra i fondatori del Partito democratico Viterbese, Severo era un prodiano. Era un assoluto estimatore di Romano Prodi. Con Prodi aveva idem sentire politico e culturale che non si è mai incrinato. Per così dire: naturale.

Severo Bruno con la premio Nobel Rita Levi Montalcini

Severo Bruno con la premio Nobel Rita Levi Montalcini


Ultima ma non ultima passione di Severo: la scienza. Era felice il giorno in cui ha incontrato la premio Nobel per la medicina Rita Levi Montalcini. E la saggistica scientifica era tra le sue letture preferite. Le nostre chiacchiere sulla scienza erano piacevoli momenti nei nostri non rari incontri a cena, dopo giornate di lavoro pesanti.

Con la morte di Severo, la politica viterbese è più povera. Con la morte di Severo Bruno anche l’avvocatura viterbese è più povera. Con la morte di Severo la professione giornalistica è più povera, perde uno spirito critico e arguto. Un’intelligenza generosa e indomita. Ecco forse a Severo sarebbe piaciuto essere ricordato come quel giornalista che in realtà non è mai diventato formalmente. Ma che avrebbe potuto essere.

Ora, ne sono sicuro, sarà felice di rivedere la sua amatissima moglie, di cui ha sempre parlato con dolcezza inusitata. Con una affetto mai spento e sopito.

Carlo Galeotti


Alla famiglia Bruno le condoglianze della redazione e della direzione di Tusciaweb.


– Umberto Fusco: “Ho sempre apprezzato i modi gentili di Severo Bruno”


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