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Viterbo – (sil.co.) – Classe 1988, ha appena 35 anni ed è nato a Tivoli uno dei nuovi magistrati destinati a rinforzare l’organico del tribunale di Viterbo. Sposato, ha una bimba di appena un mese.
Si chiama Jacopo Rocchi il nuovo giudice dibattimentale in arrivo dal tribunale di Siena, dove resterà in carica fino al 10 agosto e dove è stata già organizzata, come riporta La Nazione, una vera e propria festa in vista del prossimo commiato dal locale palazzo di giustizia.
Da gup, a Siena, il 17 febbraio 2019, non ancora 31enne, Rocchi ha condannato a pene superiori ai due anni, con lo sconto di un terzo del rito abbreviato, dieci agenti di polizia penitenziaria per fatti qualificati come tortura, commessi nell’ottobre 2018 nel carcere di Ranza, a San Gimignano.
“La prima sede si ricorda per tutta la vita. Qui si è integrato benissimo, prima al monocratico e al collegiale, quindi come gip”, ha sottolineato per l’occasione il presidente del tribunale della città del palio, Roberto Carrelli Palombi, salutando Jacopo Rocchi.
In aula operatori, giudici, magistrati, avvocati a partire dal presidente dell’ordine, naturalmente il procuratore Andrea Boni, riporta il quotidiano. “Si rivede a palazzo di giustizia anche Luciano Costantini, attuale presidente del tribunale di Livorno, venuto appositamente per un abbraccio al giudice Rocchi di cui il pm Nicola Marini ricorda tra l’altro ‘la ferma cordialità’, oltre alla competenza”, scrive La Nazione.
In aula anche la moglie e la figlia Margherita, di poco più di un mese, nata a Siena. “Sono stato accolto con stima e affetto – ha detto Rocchi – grazie a Siena dove ho costruito la famiglia. Una città che mi ha fatto innamorare. La scritta sulla porta è vera, apre il suo cuore ed io qui lascio un pezzo del mio”.
La porta, nella fattispecie, è Porta Camollia, attraversando la quale ci si trova davanti l’iscrizione in latino “Cor magis tibi Sena pandit”, ovvero “Siena ti apre un cuore più grande (della porta che stai attraversando)”.
