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Processo “Esattorie”, ricorso in appello contro l’assoluzione per peculato dei vertici della società

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Paola Conti

La pm Paola Conti

L'avvocato Manlio Morcella

Il difensore Manlio Morcella

Viterbo – Processo “Esattorie”, ricorso in appello di procura e comune contro l’assoluzione in primo grado dei vertici della società. Le parti sono in attesa della fissazione dell’udienza.

Gli imputati sono Carlo e Sandra Marcucci, padre e figlia, assolti da peculato lo scorso 6 dicembre con formula piena dal tribunale di Viterbo, “perché il fatto non sussiste”. Secondo l’accusa avrebbero consumato il reato nelle loro rispettive vesti di amministratore di diritto e amministratore di fatto di Esattorie spa, in danno del comune di Viterbo. Il pubblico ministero Paola Conti aveva chiesto per entrambi una condanna a 5 anni di reclusione e il comune tre milioni di euro di risarcimento.

Amministratori fino al 2013 della società, i Marcucci, difesi dall’avvocato Manlio Morcella del foro di Terni, sono finiti a processo per un presunto buco di quattro milioni di euro nelle casse di palazzo dei Priori. Tributi riscossi da Esattorie spa, ma mai versati. 

A luglio 2017, davanti al gup Savina Poli, la figlia era pronta a patteggiare un anno e otto mesi, con lo sconto di un terzo della pena, ma la richiesta è stata rigettata ed entrambi sono stati rinviati a giudizio. La difesa ha poi fatto un nuovo tentativo davanti al collegio che lo ha rigettato di nuovo, esattamente un anno dopo, a luglio 2018.

A opporsi, nonostante il parere favorevole della pm Paola Conti, è stato il comune, sostenendo che il credito risarcito dall’imputata, tramite l’assicurazione, era inferiore di circa 40mila euro rispetto a quello maturato.

In primavera, nel frattempo, è arrivato il via libera della commissione bilancio alla restituzione di un milione e mezzo di euro all’assicurazione dopo che la cassazione ha reso definitiva la sentenza con cui nel 2019 la corte d’appello ha riconosciuto al comune un milione e mezzo di euro dei tre milioni già riscossi, condannando l’ente a restituirne all’assicurazione la metà.

Tre milioni di euro erano appunto la somma che il comune aveva ricevuto in pagamento da Atradius, in seguito a un decreto ingiuntivo del 25 luglio 2013 del tribunale di Roma, cui la compagnia assicurativa si è nel frattempo opposta, ottenendo a settembre 2017 la revoca dell’ingiunzione. Con Palazzo dei Priori condannato a restituire gli importi incassati. Da qui il ricorso in appello del comune, la cui sentenza è stata confermata a marzo dalla cassazione, col riconoscimento del 50 per cento della somma, dovendo restituire ad Atradius un milione e mezzo di euro.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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