Viterbo – “Il comune è ufficialmente proprietario del nome San Pellegrino in fiore”. Così la sindaca Chiara Frontini, questa mattina in sala consigliare a palazzo dei Priori, Viterbo.
Il passaggio è dunque ufficiale. Dopo più di 30 anni il marchio e la manifestazione viterbese dedicata ai fiori, che ha sempre caratterizzato il centro storico, sono passati al comune. Il marchio è stato recentemente registrato in Camera di commercio a nome dell’amministrazione.
San Pellegrino il Fiore – Cessione del marchio – La conferenza stampa
“Abbiamo lavorato affinché nel 2024 si possa tornare con la manifestazione florovivaistica – ha detto Frontini -. E lo abbiamo fatto con un passaggio simbolico molto importante. Questo fa sì che la città si appropri di una manifestazione che verrà coordinata dall’amministrazione comunale. Una manifestazione che si terrà sempre nel week end del primo maggio”.
Questa mattina in sala d’Ercole, assieme a Frontini, c’erano anche gli assessori Silvio Franco ed Emanuele Aronne, rispettivamente sviluppo economico e urbanistica, il consigliere comunale Giancarlo Martinengo e gli ex proprietari del marchio San Pellegrino in fiore Armando Male’, Fabio Fontana e Aldo Cannone.
Armando Male’
“È stata una scommessa – ha precisato Franco -. E il marchio servirà anche per connotare prodotti e servizi. Il nome è registrato in Camera di commercio. Il consorzio non era più vivo e non poteva gestire la denominazione San Pellegrino in fiore. Con loro ci siamo incontrati e condiviso una volontà comune. E fin dal primo incontro c’è stata massima disponibilità a collaborare”.
“Nell’assestamento di bilancio – ha poi proseguito Franco – sono previste delle risorse per la progettazione dell’evento. Una cifra che darà le linee di indirizzo e un’idea dei costi. A quel punto, a partire da ottobre, ci organizzeremo per dare la manifestazione le risorse che merita”.
“Siamo soddisfatti dell’epilogo di questa storia – ha sottolineato Male’ – e la nostra speranza è che vada avanti la manifestazione. E il comune è l’ente migliore. Noi l’abbiamo cresciuta per 33 anni, il comune la farà vivere e crescere”.
Giancarlo Martinengo, Aldo Cannone ed Emanuele Aronne
“Dare il marchio – ha continuato Fontana – per noi è stata una scelta. E l’ente migliore era il comune che ci è stato o vicino dalla prima edizione fino alle 33esima”.
“Ho preso parte come progettista ad almeno 3 edizioni – ha commentato Aronne – e la cosa che ricordo con affetto era la competizione tra tecnici a chi faceva la piazza più bella. Una competizione sana che portava in alto il livello della manifestazione”.
Infine Martinengo. “Il rispetto di una tradizione è fondamentale, e il modo migliore per farlo è creare punti di continuità passandosi il testimone”.
Daniele Camilli


