Daniela Santanchè
Roma – “Sono qui per difendere il mio onore, contro di me è in atto una strumentalizzazione politica”.
Così in Senato la ministra del Turismo Daniela Santanchè durante un’informativa sul caso Visibilia. La ministra del Turismo è finita nella bufera dopo l’inchiesta di Report sull’insolvenza delle sue società.
“Affermo sul mio onore che non sono stata raggiunta da alcun avviso di garanzia e che anzi per escluderlo ho chiesto ai miei avvocati di verificare che non ci fossero dubbi – ha detto Santanchè -. Spero vorrete darmi atto che a fronte della richiesta di alcuni gruppi di opposizione e dico alcuni e non tutti, ho subito dato la disponibilità a riferire cosa che qualcuno considera ha anche considerato eccessiva”.
“Contro di me è in atto una strumentalizzazione politica – ha aggiunto la ministra -. Sono qui per difendere il mio onore e quello di mio figlio. Sono qui per il rispetto che deve a questo luogo e ai cittadini che rappresentiamo”.
“Non mi sono mai appropriata di nulla che non mi appartenesse – ha dichiarato -. Non ho mai approfittato delle mie posizione apicali. Io credo nelle cose che faccio, non mi sono mai nascosta. Non ho mai avuto il controllo di imprese nel settore dell’alimentare biologico. Mai. Nel 2010 il salvataggio di un gruppo del settore biologico, dove avevo meno del 5% delle partecipazioni, è stato pensato dal padre di mio figlio, con cui non avevo rapporti. Da Ki Group ho ricevuto 9 mila l’euro l’anno”.
“Non ho mai avuto nessun controllo nel settore dell’alimentare bioligico come molti media hanno raccontato – ha concluso Daniela Santanchè -. Per questa complessa operazione di risanamento delle 4 società Visibilia ho messo a disposizione il mio patrimonio, per tutto ciò mi sarei quasi aspettata un plauso e sfido chiuqnue a indicarmi un numero cospicuo di persone che impegnano tutto il patrimonio per salvare le aziende. Non ho nessuna multa da pagare”.
