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Spaccio nella Selva di Meana, cinque indagati davanti al gip

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Orvieto - Carabinieri

Orvieto – Carabinieri

ViterboOperazione “Villalba”, compariranno oggi, giovedì 10 agosto, davanti alla gip Dorita Fratini del tribunale di Terni i due presunti spacciatori di Viterbo e Acquapendente d’origine marocchina arrestati l’8 agosto dai carabinieri di Orvieto. Si tratta di un 33enne e di un 28enne che saranno assistiti per l’interrogatorio di garanzia dai difensori Samuele De Santis e Guido Conticelli.

Davanti al magistrato anche i tre connazionali, tra cui un 51enne residente a Viterbo e due trentenni residenti a Canino, cui l’altro ieri è stato notificato il divieto di dimora in Umbria e nel Lazio – assistiti dagli avvocati Marco Ricci, Alberto Ferdeghini e Alessio Pressi – mentre il quarto è risultato irreperibile.

I sei indagati, secondo l’accusa, avrebbero spacciato cocaina e hashish per ventimila euro, tra aprile e ottobre 2022, vivendo in alloggi di fortuna nei boschi di Allerona, vicino al parco di Villalba, riforniti di acqua e viveri da parte di acquirenti compiacenti. Nonché di batterie di auto per ricaricare i telefonini e alimentare le lampade da campeggio.

In carcere sono finiti un 31enne residente in un appartamento del cuore del centro storico di Viterbo, nel quartiere medievale di San Pellegrino, mentre l’altro è un connazionale di 28 anni residente invece ad Acquapendente.

La procura di Terni aveva chiesto i domiciliari anche per un altro nordafricano residente a Viterbo, un 51enne marocchino che vive nel quartiere di Pianoscarano.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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