Giove – Un gruppo di ventidue ovini è stato sterminato nella notte tra lunedì e martedì a poche centinaia di metri dal centro abitato di Giove, al confine con la provincia di Viterbo. L’allevatore colpito dalla mattanza, Alessandro Di Domenico, non ha dubbi: “È un tipico attacco di un branco di lupi”.
Giove – Una pecora sbranata
“È avvenuto tutto nello spazio di poco più di un’ora – racconta Di Domenico -. Il tempo di uscire a salutare degli amici e, quando sono tornato, ho trovato le pecore e i montoni sparsi ovunque. Alcuni erano già morti, mentre altri erano agonizzanti e hanno sofferto per ore. Alla fine in totale ho contato 22 animali uccisi”.
Gli ovini si trovavano in un campo a poche centinaia di metri dal centro abitato di Giove, in un’area che costeggia un bosco solitamente frequentata anche dalle persone che vanno a passeggio.
Giove – Una pecora sbranata
Di Domenico è convinto che la dinamica dell’attacco sia “quella tipica del branco di lupi. Alcuni sono andati ad aggirare i cani, mentre gli altri hanno puntato alle pecore. Gli animali avevano tutti delle ferite al collo tipiche del morso del lupo ed erano stati mangiati nelle parti che il lupo predilige. Finora avevo subito attacchi solo di esemplari solitari; stavolta erano in tanti, perché hanno fatto troppe vittime in troppo poco tempo”.
Il danno, secondo l’allevatore, non è quantificabile con esattezza perché “molte pecore erano incinte e anche quelle che si sono salvate sicuramente abortiranno per lo shock. Credo che alla fine staremo tra i 5 e i 10mila euro di perdite”.
Giove – Una pecora sbranata
Oltre al danno personale per la sua attività, Di Domenico ha segnalato alle forze dell’ordine anche il potenziale pericolo dato dalla vicinanza dei lupi al centro abitato. “Questi animali sono capaci di percorrere decine di chilometri al giorno e in tutta la valle del Tevere, sia zona umbra che zona viterbese, si stanno moltiplicando gli avvistamenti. Chi fa un lavoro come il mio è impotente, deve solo sperare di non essere attaccato. Ma anche le persone che vanno a spasso all’aria aperta devono fare attenzione, perché i lupi sono sempre più vicini ai centri abitati. Stavolta erano a 100 metri in linea d’aria dalle case e non è raro vederli anche di giorno. Dove punteranno quando gli allevatori di pecore si stancheranno di essere razziati?”.
Alessandro Castellani


