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Alessio Paternesi, la bellezza delle parole del silenzio

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Viterbo – Una giornata di sole romano a piazza Venezia. Era il 4 giugno 2006. Ero lì con Alessio Paternesi per l’inaugurazione del suo monumento in ricordo della Liberazione di Roma. Alessio era per molti versi felice. Scattai una foto e dentro c’era tutto Alessio: l’eleganza, la bellezza, la gentilezza, l’intelligenza dello sguardo. E in quella foto, fatto magico e inspiegabile, c’era la stessa atmosfera dei suoi quadri, delle sue sculture. Con i personaggi, che come quelli di Piero della Francesca, stanno lì lì per dire la parola del silenzio. Una sospensione metafisica, verrebbe da dire. Una sospensione che è carne, sangue ed eros. Un tratto indimenticabile delle creazioni di Alessio.

Alessio Paternesi

Alessio Paternesi a piazza Venezia il giorno dell’inaugurazione del monumento in ricordo della Liberazione di Roma


Sì, a pensarci bene Alessio si può definire con questi quattro sostantivi: intelligenza, gentilezza, eleganza, bellezza. Alessio era questo e molto altro. Era un mondo, un universo di bellezza, di eros, di passioni che trasferiva nelle sue opere dai tratti novecenteschi e dai colori delicati, pastello. Con la dolcezza che gli era tipica. Inarrivabili i suoi cavalli etruschi, i gatti sornioni, le donne eleganti come solo le donne sanno essere. E le donne certamente sono state al centro della sua attenzione. Dall’attrice Margaret Lee alla top model Danka Schroeder che diventerà sua moglie e la compagna instancabile e paziente di una vita. Un amore nel segno della bellezza il loro.

Danka Schroeder

Danka Schroeder


Una ricerca continua di bellezza e di eros. Di forza vitale. Che si traduceva in grandi opere, in grandi cicli pittorici, in monumenti, come Risveglio d’Europa, che Alessio aveva regalato a Viterbo e che fu rubato e mai più trovato. Ma non si può rubare la bellezza e Alessio era maestro di bellezza. Una bellezza calda, materica, fatta di terre antiche, di forme ancestrali, che ti accompagnano tutta la vita una volta viste. Che ti tengono compagnia, quando il nulla si mostra in tutta la sua arroganza. 

Risveglio d'Europa

Risveglio d’Europa


Ecco Alessio ha sicuramente incarnato, reso visibile la parte calda degli uomini e delle donne. Quel sacro tepore che ci distingue. Quella dolce melanconia che era presente in tutte le opere del maestro.

Ad Alessio debbo non solo le ore passate insieme, nel mondo e nel suo atelier nella sua casa di campagna, ma anche due lavori, due progetti che portammo a termine insieme. Un giorno mi disse: “Sarebbe bello fare un calendario erotico…”. E qualche mese dopo avevo il progetto pronto e finanziato. Mancavano solo i tredici disegni di Alessio. E il maestro si mise subito al lavoro e disegnò tredici eleganti e potenti immagini. Il titolo del calendario fu appunto “Eros” e fu realizzato grazie a Confindustria Viterbo. Era il 2009.

Il calendario Eros di Tusciaweb con disegni di Alessio Paternesi

Il calendario Eros di Tusciaweb con disegni di Alessio Paternesi


Ma Alessio mi fece anche un altro regalo, sapeva che ero un collezionista di matrioske, ne scartavetrai una e la portai a legno. Lui la dipinse in acrilico, con colori intensi. Tema, ancora una volta l’eros. Con immagini degne di un vaso greco. Un lavoro fuori dall’ordinario. Che l’intelligenza di Alessio rese splendente di colori e forme. E di passione per la bellezza di uomini e donne nei loro incontri amorosi.

Voglio infine ricordare che Alessio è stato l’uomo che ha portato Rafael Alberti a Viterbo e del grande poeta è stato amico. Voglio ricordare che fu il promotore della mostra viterbese del grande pittore cileno Sebastian Matta dal titolo fantastico e immaginifico: “Il cuore è un occhio”. E voglio ricordare che in quella occasione Matta coniò il verbo “leonardare”. I geni, spiegava Matta, nell’introduzione al catalogo della mostra, leonardano, cioè vedono al di sotto della superficie delle cose. Vedono cose che solo la poesia, l’arte, la scienza, la matematica possono cogliere. E non sarà un caso che Alberti e Matta erano due esuli da due dittature fasciste: quella di Francisco Franco e quella di Augusto Pinochet. Alberti e Matta erano uomini liberi come era Alessio. Due uomini che sostennero la repubblica spagnola e Salvator Allende. E per questo non potevano tornare nei rispettivi paesi.

Una dedica, con schizzo di ritratto di Carlo Galeotti, del maestro Alessio Paternesi

Una dedica, con schizzo di ritratto di Carlo Galeotti, del maestro Alessio Paternesi


Ecco, voglio dirlo, Alessio ha sicuramente fatto due cose: ha amato e leonardato. Ma forse ha solo amato che è poi l’unico modo di conoscere. L’unico modo per battere a scacchi la morte. Perché come dice il Cantico dei cantici: “Forte come la morte è l’amore”.

E sono convinto che Alessio abbia in qualche modo frastornato la morte con la bellezza e l’eleganza di sempre. Con la bellezza e l’eleganza dei suoi cavalli e dei suoi gatti.

Carlo Galeotti


Alessio Paternesi è morto ieri all’ospedale di Belcolle. La camera ardente di Alessio Paternesi verrà allestita a palazzo Gentili dalle 8 alle 15 di questa mattina, su proposta del presidente della provincia Alessandro Romoli subito accolta dai familiari. Il funerale verrà celebrato oggi alle 15,30 nella chiesa di Sant’Angelo in Spatha a Viterbo a piazza del Comune, poi il feretro verrà portato a Civita Castellana.


Articoli: Addio al maestro Paternesi, oggi la camera ardente nella sala consiliare della provincia – Rafael Alberti: “La pittura di Paternesi ha l’odore della terra” di Beniamino Mechelli  – Alessio Paternesi: “Un terrorista m’ha puntato la pistola alla testa e m’ha detto… mo’ t’ammazzo!” di Daniele Camilli –  Io e il maestro Paternesi parlavamo di Viterbo, d’arte e cultura… di Renzo Trappolini  – Il Sodalizio dei facchini: “Il Sodalizio piange la scomparsa di Alessio Paternesi, creatore del monumento ai facchini in piazza della Repubblica” – Francesco Battistoni (FI): “La scomparsa di Paternesi rende il mondo più povero” – Il presidente della provincia Alessandro Romoli: “Una giornata davvero triste per la Tuscia, Alessio Paternesi ha regalato a tutti noi la sua raffinata sensibilità artistica” – Sindaca Frontini e amministrazione: “Alessio Paternesi ha lasciato un’impronta indelebile nell’anima della nostra comunità” – L’ex sindaco di Viterbo Giovanni Arena: “Grazie, caro Alessio Paternesi, per aver dato lustro a Viterbo con le tue meravigliose opere d’arte” – Il sindaco di Civita Castellana Luca Giampieri: “Un uomo estremamente intelligente, un artista che mancherà molto alla nostra città” –  È morto il maestro Alessio Paternesi


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