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Lanciò moltov contro stazioni di servizio e una chiesa, preso

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Rieti – È stato trovato il presunto responsabile di danneggiamenti incendiari perpetrati nella notte del primo agosto scorso contro alcune stazioni di servizio di Rieti e di Cittaducale, nonché un istituto di credito e il portale di una chiesa di Rieti. Il fermo grazie a un’azione coordinata tra gli agenti della squadra mobile della questura di Rieti e i militari del nucleo investigativo e della compagnia dei carabinieri di Rieti e di Cittaducale, con il coordinamento della procura della Repubblica presso il tribunale di Rieti.

“Nella serata del primo agosto 2023, gli agenti della squadra mobile della questura di Rieti e i militari del nucleo investigativo e della compagnia dei carabinieri di Rieti e di Cittaducale, con il coordinamento della procura della Repubblica presso il tribunale di Rieti, hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto nei confronti di un giovane di origini reatine, residente in Germania, per i danneggiamenti incendiari perpetrati nella notte del primo agosto scorso”, si legge nel comunicato della questura di Rieti


Rieti - Polizia e carabinieri

Rieti – Polizia e carabinieri


“Durante tale nottata, infatti, alcune stazioni di servizio di Rieti e di Cittaducale, nonché un istituto di credito e il portale di una chiesa di Rieti sono stati oggetto da parte di ignoti di alcuni danneggiamenti operati attraverso il lancio di alcune bottiglie incendiarie – aggiunge la nota -. Tutti gli eventi delittuosi sono stati operati nell’area di competenza territoriale dell’arma dei carabinieri, cosi come disposto dal piano di coordinamento del controllo del territorio attivo in questo capoluogo, i cui militari hanno svolto le prime attività di indagine, raccogliendo alcuni elementi di prova, quali, in particolare, le immagini del sistema di videosorveglianza di una stazione di servizio, che ha permesso agli investigatori di delineare il profilo dell’autore ed il mezzo di trasporto utilizzato durante la commissione dei reati”.

La nota spiega che: “Come da protocollo operativo, queste informazioni sono state veicolate a tutte le forze di polizia di questa provincia, al fine rintracciare il responsabile e arrestarne la pericolosa condotta. Nella successiva mattinata, poche ore dopo i fatti, acquisite tali informazioni, gli investigatori della polizia di stato, impegnati nei servizi di pattugliamento predisposti per la circostanza, hanno individuato una persona che, per aspetto fisico e automobile utilizzata, poteva corrispondere alle descrizioni dell’uomo ricercato, e lo hanno immediatamente bloccato, procedendo al suo controllo”.

Per poi aggiungere: “Il giovane, già conosciuto per precedenti episodi di ostilità verso le forze dell’ordine, ma da tempo espatriato in Germania, ha mostrato fin da subito segni di nervosismo, alludendo genericamente a una sua responsabilità per fatti di cui gli operanti erano a conoscenza, pur senza sbilanciarsi nei dettagli. Stante la notevole somiglianza dello stesso con la persona ricercata, l’uomo è stato accompagnato in questura e sottoposto a perquisizione personale e veicolare che ha consentito agli agenti della polizia di stato di rinvenire un copricapo del tutto somigliante a quello indossato dall’autore dei danneggiamenti”.

“La successiva perquisizione domiciliare effettuata dagli agenti della polizia di stato, a Rieti, nell’abitazione della madre ove era domiciliato, ha consentito il rinvenimento e il sequestro di alcuni indumenti probabilmente utilizzati dall’uomo durante il lancio delle ‘molotov’, nonché un involucro di cartone che conteneva bottiglie di birra identiche ai resti di quelle sequestrate nelle stazioni di servizio e nell’istituto di credito danneggiati”, si legge nel testo. 

“Nel corso della perquisizione, inoltre, gli agenti hanno acquisito una foto nella quale l’uomo era ritratto mentre, indossando una tuta da meccanico analoga a quella sequestrata e un passamontagna scuro, impugnava con la mano sinistra una bottiglia ‘molotov’, identica a quelle utilizzate per gli incendi – aggiunge il comunicato -.  L’indagine, operata congiuntamente dalla polizia di stato e dell’arma dei carabinieri attraverso l’escussione dei testimoni e l’esame delle immagini raccolte dai sistemi di videosorveglianza presenti nei luoghi danneggiati o nelle vicinanze degli stessi, ha consentito la completa ricostruzione dell’iter criminis eseguito dal sospettato che, in questura, pur non ammettendo esplicitamente le proprie responsabilità, ha evidenziato atteggiamenti di odio verso le istituzioni repubblicane, minacciando di perseverare nelle sue intenzioni criminose”.

“Al termine delle attività investigative ed all’esito del confronto con il pubblico ministero di turno, gli operanti hanno eseguito il provvedimento precautelare di fermo di indiziato di delitto dell’uomo per i reati di fabbricazione di armi da guerra, porto in luogo pubblico di armi da guerra aggravato e danneggiamento seguito da incendio, associandolo presso la locale casa circondariale, a disposizione della autorità giudiziaria”, specifica la nota. 

“Nell’ambito del procedimento penale instauratosi nei suoi confronti, l’eventuale responsabilità penale verrà accertata dal giudice”, conclude la nota.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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