Viterbo – Al via da ieri alle 9 la vendita dei biglietti per vedere la macchina di Santa Rosa dalle tribune, ma è subito caos con code lunghissime e sotto lo scoppio del sole. Come da tradizione ogni anno, verrebbe da dire, così come tradizionali sono le segnalazioni di disappunto dei cittadini.
Viterbo – Santa Rosa – La coda per i biglietti per le tribune – Foto d’archivio
Un piccolo passo indietro. La vendita dei biglietti aperta ieri era riservata solo ai residenti a Viterbo con due punti vendita: l’ufficio turistico al Sacrario e il negozio Audiotime in via Oslavia. Ed è proprio al Sacrario che si sono registrati i disagi. Una scena, questa, che si ripete ogni anno, come quei vecchi film di Natale che puntualmente a dicembre vengono rispolverati e riproposti al pubblico del grande schermo. E la trama del film viterbese per Santa Rosa è sempre la stessa: code lunghissime, sole cocente che picchia spietato sulle teste di chi prova a comprare i biglietti, anziani che svengono, bottigliette d’acqua per idratarsi, urla esasperate.
Un film andato in scena anche ieri all’ufficio turistico al Sacrario. Che ci siano code lunghe e disagi vari il giorno in cui si apre la vendita dei biglietti per le tribune è cosa nota ed è tutto sommato comprensibile. Ma che ci sia eccessiva disorganizzazione e caos no, non è affatto comprensibile. Così come non è comprensibile che non si riesca mai a risolvere questo benedetto problema delle code che ogni anno nella città dei papi si ripresenta. Della serie che “se a Viterbo non sudiamo o non sveniamo nell’ardua impresa di aggiudicarci un biglietto per Santa Rosa, non siamo contenti”, come afferma qualcuno.
Come è tradizione arrivano le lamentele a Tusciaweb. “Una disorganizzazione a dir poco imbarazzante – ha scritto una lettrice a Tusciaweb – e la lentezza con cui le persone sono state servite è stata incredibile. In due ore una ventina al massimo di persone erano riuscite a prendere i biglietti. Nel frattempo la coda aumentava sempre di più sotto lo scoppio del sole in una delle giornate più calde dell’estate. Diversi erano anziani, con il rischio concreto che si sentissero male”.
Altri, invece, sostengono che le prime prime file delle tribune non erano comunque disponibili. Neanche per chi si è messo in coda dalla notte prima ed è stato il primo a entrare nell’ufficio turistico quando ha aperto i battenti. “Perché?” si chiedono, “Chissà da chi sono occupati quei posti…”. Altri ancora invece si domandano invece come mai, nel 2023, la vendita dei ticket per la macchina di Santa Rosa non sia totalmente online, onde evitare le scene di cui sopra, come avviene già per qualsiasi manifestazione o concerto. Grande o piccolo che sia, in Italia come all’estero.
“Sono stata in fila tre ore – ci scrive un lettore – ma avevo ancora davanti a me una fila infinita, con persone che sentivano male. Se non fosse stato per mio figlio che torna da Milano avrei lasciato perdere. Possibile che non si possano organizzare code come accade alla Asl o ai supermercati. Incredibile. Viterbo è come una città africana, con tutto il rispetto per l’Africa”.
E infine i disillusi. “Ogni anno la stessa storia, ci vorrebbe che nessuno compri più i biglietti”, sentenzia un utente. Un altro invece ci scherza su: “Sai come si vede bene la macchina dal divano di casa?”.
