Viterbo – “Aspettiamo la prima donna facchino come il messia. Il Sodalizio è aperto a chiunque, senza alcun ostacolo né distinzione. L’unico passaggio sono le prove di portata, che valgono per tutti”. Massimo Mecarini è il presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa. Nel frattempo, per il trasporto di quest’anno “abbiamo arruolato altre due infermiere”.
Intanto 3 ragazze, per la prima volta nella storia dei trasporti, hanno chiesto di entrare a far parte dei facchini della minimacchina del centro storico. Richiesta accolta dal comitato.
Mecarini racconta anche gli eventi che caratterizzeranno il percorso fino al 3 settembre e quelli previsti per il decennale del riconoscimento Unesco e per i 45 anni del Sodalizio dei facchini.
Viterbo – Sodalizio facchini di Santa Rosa – Il presidente Massimo Mecarini
Massimo Mecarini, tutto pronto in vista del trasporto del 3 settembre?
“Sì, tutto pronto. La settimana prossima uscirà anche la formazione dei facchini con i nuovi ragazzi scelti tra gli aspiranti che si sono presentati alle prove di portata che si sono svolte tra la fine di giugno e luglio. Prima di dare i nomi li dobbiamo sottoporre però alle ultime visite mediche previste dal regolamento. Per il resto, siamo tutti pronti e carichi”.
Quali sono le iniziative previste da qui al tre settembre?
“Intanto andiamo a Sassari con una delegazione ad assistere alla parata dei Candelieri, poi tornando avremo subito, a ritmo serrato, le cene in piazza. Una volta finite andremo a Palmi a vedere la Varia. A quel punto saremo a ridosso del trasporto e sarà la volta della cena tecnica e l’incontro con tutti i facchini, poi le minimacchine. Infine il trasporto del 3 settembre, l’ultimo di Gloria, con la speranza di poterla rivedere in un nuovo contesto. È una macchina che merita ed è giusto valorizzarla. Inoltre, cosa importante, il 22 agosto, e fino al 10 settembre, si inaugurerà la mostra Machines for peace che verrà ospitata nella sala del ‘400 della basilica di Santa Rosa. Una mostra che è già stata fatta a Betlemme e a Praga, facendo anche il giro delle altre città che fanno parte del gruppo delle macchine a spalla. Si tratta infatti di una mostra che racconta proprio queste feste, le feste delle macchine a spalla patrimonio immateriale Unesco dell’umanità”.
I dodici nuovi facchini che ruolo avranno durante il trasporto?
“Andranno alle corde. Abbiamo bisogno di giovani forti. E le persone che abbiamo scelto sono molto giovani, in media 24-25 anni”.
Quale percorso segue un facchino che entra a far parte del trasporto?
“Appena entrati si va alle corde. Poi la tappa successiva sono le leve, e da qui si va alle spallette aggiuntive. Dopodiché alle stanghette con le spallette fisse e, infine, dopo 10-12 anni, si arriva al massimo della carriera, ossia i ciuffi”.
Questi passaggi da cosa sono dettati?
“Sono dettati dall’anzianità di servizio. Una volta non era così. Si andava sotto in base alla forza fisica”.
Macchina di Santa Rosa – Gloria
Tre ragazze, per la prima volta nella storia dei trasporti, entreranno a far parte dei facchini della minimacchina del centro storico. Quando arriverà, invece, la prima donna facchino anche sotto la macchina del 3 settembre?
“La prima donna facchino la stiamo aspettando come il Messia. Il Sodalizio è aperto a chiunque, senza alcun ostacolo né distinzione. Quest’anno abbiamo anche arruolato altre due infermiere”.
L’assenza delle donne tra i facchini è dettata da un regolamento o ci sono altre ragioni?
“Non c’è nessun regolamento che lo impedisce. Per poter accedere al trasporto bisogna solo superare la prova di portata. Se una persona supera questa prova accede al trasporto. Aspettiamo con ansia la prima donna che faccia la prova di portata”.
Viterbo – Massimo Mecarini
Invece sul fronte del piano della sicurezza previsto per il trasporto del 3 settembre le cose come stanno andando?
“Abbiamo fatto una riunione mercoledì mattina in prefettura. Tutto sta andando per il meglio, senza alcun intoppo. Le criticità dell’anno scorso non ci saranno, in ottemperanza ovviamente alle norme sulla sicurezza”.
Come siete riusciti a superare le difficoltà dello scorso anno?
“Le abbiamo superate ragionando, con buon senso e spirito di collaborazione da parte di tutti”.
Quindi ci sarà pubblico lungo tutto il percorso?
“Assolutamente sì, non ci saranno vie chiuse e ci sarà molta più gente. Ovviamente, ripeto, nel pieno rispetto delle norme sulla sicurezza”.
Ci sono novità per il trasporto di quest’anno?
“No, sarà un trasporto tradizionale, senza via Marconi”.
A chi verrà dedicato?
“Lo diremo in conferenza stampa”.
Santa Rosa – Gloria – I facchini
Un trasporto che quest’anno vede il decennale del riconoscimento Unesco e i 45 anni della nascita del Sodalizio dei facchini. Cosa prevedete per queste due occasioni?
“Per quanto riguarda il decennale del riconoscimento Unesco, a ottobre, daremo vita a una convention cui parteciperanno tutti i patrimoni immateriali Unesco italiani. Fra l’altro è anche il ventennale della convenzione che ha istituito i patrimoni immateriali da parte dell’Unesco. Ed è un’altro anniversario che farà parte dei festeggiamenti”.
Invece per l’anniversario del Sodalizio quali saranno le iniziative?
“Inizieremo con una serie di racconti sotto la macchina la settimana successiva al trasporto. Faremo poi un grande evento a dicembre in cui ripercorreremo tutte le tappe che hanno caratterizzato la sua storia. Il tutto con l’intervento dei protagonisti di questi 45 anni”.
Cosa vi aspettate dalla nuova macchina di Santa Rosa?
“Io sarò nella commissione e la vedrò in anteprima, ma non potrò fare rivelazioni di nessun genere. Ci aspettiamo comunque una macchina bella che riesca a pareggiare se non a superare Gloria, che è bellissima. Ci aspettiamo poi una macchina che contenga tutti gli aspetti previsti dal bando: tradizione, religione, rete Unesco. Tutti valori previsti. Una macchina innovativa che non sia un clone di qualche macchina precedente. Insomma, ci aspettiamo una macchina rivoluzionaria”.
Il momento più bello con Gloria?
“Dal 2015 ad oggi sono stati tanti, difficile dirlo. Tutti vissuti insieme al costruttore Fiorillo, all’ideatore della macchina Raffaele Ascenzi. E non abbiamo mai avuto momenti di tensione o rottura. Tra i momenti più belli potrei comunque citare il primo passaggio a via Marconi nel 2016 oppure la ripresa del trasporto lo scorso anno, per l’impatto emotivo”.
Il momento più difficile?
“Sicuramente gli anni della pandemia. Anni veramente molto sofferti. L’assenza totale della festa è stata una cosa devastante”.
Quale è il futuro di Massimo Mecarini?
“Sto vedendo questo mandato da presidente del Sodalizio con molta serenità. Poi vedremo cosa succederà. Lo decideranno i facchini”.
Daniele Camilli



