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Minaccia titolare di un ristorante con un cavatappi

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La polizia a Tarquinia

La polizia a Tarquinia

Tarquinia – Minaccia titolare di un ristorante con un cavatappi, Daspo Willy per un 53enne.

Il questore di Viterbo Fausto Vinci ha adottato, su proposta del commissariato di pubblica sicurezza di Tarquinia, la misura di prevenzione del Daspo “Willy” nei confronti di un pregiudicato italiano 53enne, già gravato dal provvedimento dell’avviso orale.

“Nei giorni scorsi  – si legge nella nota della questura – l’uomo si è reso responsabile di un grave episodio all’interno di un ristorante sul lungomare di Tarquinia. Nella circostanza il soggetto, entrato nel locale pubblico per una consumazione, ha avuto un violento alterco per futili motivi con il titolare dell’esercizio, che si è visto costretto, considerando i toni accesi della discussione e le minacce proferite nei suoi confronti, a far uscire gli avventori presenti al fine di tutelarne l’incolumità.

Quando poi si è reso conto che la persona aveva estratto dalla tasca dei pantaloni un oggetto appuntito per minacciarlo nuovamente, ha chiesto l’intervento delle forze di polizia ed è arrivata prontamente sul posto una pattuglia del locale commissariato”.

Gli operatori sarebbero a farsi consegnare l’oggetto, poi rivelatosi un cavatappi professionale completo di accessori compreso un coltellino, denunciando l’uomo in stato di libertà per i reati di minacce aggravate e porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere.

“Il provvedimento, emesso al termine di una puntuale istruttoria curata da personale della polizia di Stato della divisione anticrimine della questura di Viterbo per prevenire analoghi episodi di violenza, ha interdetto allo stesso per il periodo di sei mesi l’accesso e lo stazionamento nei pressi di tutti gli esercizi commerciali dediti alla ristorazione e alla somministrazione di pasti e bevande situati nel comune di Tarquinia – si legge ancora nella nota della questura -. L’inosservanza della misura è punibile penalmente, ai sensi della legge n. 173 del 2020, con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 8mila a 20mila euro. Proseguirà anche nelle prossime settimane sull’intero territorio provinciale l’attività di monitoraggio della polizia di Stato finalizzata a garantire l’ordine e la sicurezza pubblica a cittadini e turisti”. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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