Viterbo – Morti nei laghi della Tuscia: quali sono le insidie e le difficoltà e perché causano spesso vittime? In media almeno una all’anno?
I vigili del fuoco – Foto di repertorio
A rispondere a queste domande i vigili del fuoco di Viterbo, in prima linea nei soccorsi e, nei casi peggiori, purtroppo, nei recuperi dei corpi delle vittime.
Il lago nasconde diverse insidie tra cui, tra le meno trascurabili, la consistenza dell’acqua, il fondale non regolare, la temperatura. Proprio quest’ultima – come testimonia la cronaca degli ultimi anni e delle ultime settimane – dopo un tuffo, può essere letale.
Tante negli anni, infatti, sono state le persone morte dopo quello che può sembrare un comportamento abituale, quasi banale.
Capodimonte – Giovane morto nel lago – I vigili del fuoco
“La temperatura dell’acqua non è un qualcosa da sottovalutare – fanno sapere i vigili del fuoco -. A livello pratico succede che, già a una profondità di pochi metri, una persona possa incappare in questo cambio repentino di temperatura che può variare dai sei agli otto gradi circa. Se, ad esempio, una persona non sta al meglio fisicamente o ha un qualcosa che in una situazione normale non rappresenta una problematica, quella temperatura, può mettere in seria difficoltà.
Questa difficoltà arriva anche causare panico e senso di disorientamento che in acqua possono portare a fare una scelta sbagliata che non lascia scampo”.
Capodimonte – Giovane disperso al lago, le ricerche dei vigili del fuoco
Il secondo aspetto da prendere in considerazione è la consistenza dell’acqua. Chiunque, facendosi un bagno al lago, avrà notato quanta maggiore fatica si faccia a nuotare in acqua dolce rispetto all’acqua salata del mare. Si ha la sensazione che sia quasi “pesante”.
“L’acqua del lago, essendo dolce – spiegano ancora i vigili del fuoco -, ha una galleggiabilità nettamente inferiore a quella che c’è al mare. L’acqua salata tende a tenere a galla di più e chi nuota si affatica di meno. Quindi anche una persona molto esperta che sa nuotare bene, nel prepararsi a coprire una distanza che normalmente riesce a sostenere al mare, al lago tende ad andare in affanno prima”.
La moto d’acqua dei vigili del fuoco al lago di Vico
Infine, ma non per minore importanza, il fondale irregolare. È un elemento che potrebbe trarre in inganno il nuotatore che, convinto di poter appoggiare un piede per darsi la spinta e tornare a galla, in realtà trova il vuoto.
“Il fondale del lago non è regolare – spiegano i vigili del fuoco – e, al contrario del mare, non degrada in maniera uniforme. In alcuni punti, in particolar modo al lago di Vico, ci sono dei tratti dove questo avviene velocissimamente, il fondale diventa quasi una ‘parete’. Quindi una persona che si trova sott’acqua e vuole riemergere, convinta di appoggiare il piede per darsi una sorta di ‘botta’ dal fondo, può non trovare nulla e scoprirsi in serio pericolo”.
Quali sono, quindi, i consigli per cercare di vivere il lago in maniera più sicura? Poche regole, in realtà, semplicissime, ma di cui a volte, vuoi per il momento spensierato o per distrazione, non si fa tesoro.
I vigili del fuoco
“Bisogna affrontare il lago con un’area di tutela maggiore rispetto alle proprie abitudini, con un’attenzione nettamente più grande rispetto alla stessa attività svolta in piscina o al mare – si raccomandano i vigili del fuoco -. Questo proprio per il discorso delle temperature e della fluidità dell’acqua che può fare stancare prima e mettere in difficoltà.
Non bisogna fare il bagno se già prima di entrare in acqua non ci si sente al meglio delle proprie condizioni fisiche: magari quando si è particolarmente stanchi, assonnati o ci si trova nel processo di digestione. Proprio durante la digestione, i cambi repentini di temperatura, possono creare problemi”.
Da non dimenticare, infine, il cambio climatico molto veloce che si verifica al lago, un aspetto di cui va sempre tenuto conto.
La parola d’ordine è quindi prudenza sempre, in special modo nelle acque lacustri. E un po’ di coscienziosità che può fare godere comunque di questi posti ma con una sicurezza maggiore.
Elisa Cappelli
Fotocronaca: Giovane morto al lago
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