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Paziente morta a Belcolle una settimana dopo le dimissioni, si indaga per omicidio colposo

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Viterbo - Belcolle

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Viterbo – (sil.co.) – Paziente ricoverata d’urgenza a Belcolle il giorno dopo essere stata dimessa e morta dopo una settimana, alle ore 11 di giovedì 10 agosto, il pubblico ministero Paola Conti ha aperto un fascicolo contro ignoti. Si indaga per omicidio colposo.

Per i medici che l’hanno dimessa era in via di guarigione, per la caposala che il 9 agosto ha parlato coi familiari era una “malata terminale, da trasferire in hospice”.

Vittima una donna di 55 anni, madre di due figli, due giovani di 37 e di 33 anni, residente in un centro della provincia, ricoverata lo scorso 19 luglio a Belcolle per accertamenti in seguito a un forte mal di testa, dimessa il 2 agosto, tornata in ospedale il 3 per una sospetta polmonite e deceduta il 10 agosto.

La sera stessa il compagno 53enne e i figli hanno presentato querela alla stazione dei carabinieri del paese dove vivono. I familiari si sono rivolti anche a un legale, l’avvocato Samuele De Santis, allegando alla denuncia il certificato di dimissioni del 2 agosto.

Nel frattempo è emerso che la 55enne, operata un paio di anni fa per un tumore all’esofago e a un polmone, dopo la terapia chemio e radio, non era stata sottoposta a ulteriori cure.

Ricoverata per un forte mal di testa, il compagno,che si recava a trovarla in ospedale tutti i giorni, sarebbe stato rassicurato sulle sue condizioni di salute.

Ma la notte prima delle dimissioni, alla paziente sarebbe stato somministrato ossigeno, in seguito a una crisi respiratoria, che avrebbe preoccupato non poco i familiari e che si sarebbe infatti ripresentata la notte stessa a casa. Motivo per cui, già la mattina successiva, la sostituta del medico curante ne avrebbe chiesto il ricovero d’urgenza per una sospetta polmonite.

Da quel momento la situazione sarebbe precipitata, nonostante i medici abbiano parlato di piccoli miglioramenti, non ricoverando la paziente in rianimazione come era stato inizialmente prospettato.

Dell’avvenuto decesso, il compagno avrebbe saputo per telefono, mentre si stava recando a trovarla in ospedale. Due telefonate ravvicinate, una per dire che era gravissima. L’ altra, dopo dieci minuti, per riferire che era morta.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


– Ricoverata d’urgenza a Belcolle il giorno dopo essere stata dimessa, paziente muore dopo una settimana


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