Viterbo – Il prefetto: “Il trasporto della macchina di Santa Rosa 2022 è stato fatto senza nessuna autorizzazione comunale”. La sindaca: ”Ma la consideriamo una manifestazione religiosa”. Il vescovo: “Il trasporto della macchina di Santa Rosa non è nel modo più assoluto una manifestazione religiosa”. Non è un film di fantascienza, è semplicemente il resoconto della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 17 maggio in prefettura. Resoconto prefettizio, e quindi, fino a prova contraria, attendibilissimo. Resoconto che solo oggi siamo riusciti a visionare e a rendere di pubblico dominio. Pur avendone avuto sentore. Ma senza carte non era possibile divulgare una vicenda grave che ha dell’incredibile.
Il prefetto di Viterbo Antonio Cananà
E già dalle battute ricordate si deduce.
Uno: che per far passare la macchina di Santa Rosa è necessaria una autorizzazione comunale che non è stata emanata dalla sindaca Frontini l’anno scorso.
Due: che la sindaca Frontini ha sostenuto per giustificarsi, sempre secondo il resoconto prefettizio, una cosa a dir poco strana: “Negli anni scorsi non è stata mai emessa alcuna autorizzazione da parte del comune in quanto la manifestazione è considerata una manifestazione religiosa”. Strana perché tutti sanno che il trasporto non è sul piano formale, legale e per la sua stessa storia una “manifestazione religiosa”. Come dire l’abc della storia del trasporto. Con il popolo che di forza porta la santa dalle clarisse che non l’avevano voluta da viva, con tanto di schiaffo, se si vuole, del popolo al potere politico e alla chiesa, tutto in ricordo della traslazione del corpo dalla Crocetta all’attuale santuario. E con tanto di profezia della piccola Rosa che alle Clarisse, che la rifiutarono per ben tre volte, disse, secondo l’agiografia: “Non mi avete voluto da viva, mi accoglierete da morta”. Come dire: cose che i viterbesi conoscono fin da bambini. Racconti che fanno una tradizione che rende i viterbesi devoti a santa Rosa. Ovviamente sulla veridicità storica molto ci sarebbe da dire. Visto che al di là delle brevi biografie della santa, Vita 1 (XIII secolo) e Vita 2 (inizio XV secolo), poco si sa della patrona. Al di là dell’agiografia classica francescana successiva.
Tornando alla sconvolgente riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, è bene entrare nel dettaglio di un primo aspetto. Due altre questioni verranno trattate nei prossimi giorni.
Alla riunione, presieduta dal prefetto Antonio Cananà, partecipano: la sindaca Chiara Frontini; il presidente della provincia Alessandro Romoli; il vescovo Orazio Francesco Piazza; il questore Fausto Vinci; il comandante provinciale dei carabinieri Massimo Friano; il comandante provinciale della guardia di finanza Carlo Pasquali; il comandante provinciale dei vigili del fuoco Rocco Mastroianni; il vicario del vescovo don Luigi Fabbri. Come dire i vertici della provincia e del comune capoluogo. All’ordine del giorno: il trasporto della macchina di S. Rosa anno 2023 – Profili di safety e security. In pratica: sicurezza e incolumità della popolazione. Una questione importante e delicata.
E come è logico si fa prima un riepilogo delle puntate precedenti. In questo caso si parla del trasporto della macchina del 2022.
Con il prefetto Cananà che tira subito le orecchie alla sindaca Frontini per un paio di ragioni.
“Al termine del trasporto dello scorso anno – dice il prefetto, in base al resoconto -, è stato effettuato un debriefing in cui si è preso atto che, sotto i profili di safety e security, la manifestazione si era svolta senza particolari criticità a eccezione del posizionamento delle seggiole sui marciapiedi in via Cavour, in violazione dell’ordinanza sindacale”.
Insomma la sindaca ha fatto l’ordinanza ma non l’ha fatta rispettare.
Non basta.
Cananà aggiunge: “Lo scorso anno l’amministrazione comunale non aveva emesso alcuna autorizzazione all’effettuazione del trasporto”. Insomma due errori che non si possono ripetere. Ovviamente il prefetto sta lì proprio per far valere le regole. Ci mancherebbe. E fa il suo dovere. Naturalmente. E dice cosa la sindaca e il comune dovranno fare per essere in regola per il trasporto 2023. E soprattutto per fare un trasporto in sicurezza per i cittadini e secondo legge. Arrivano le prescrizioni.
“L’amministrazione comunale – afferma Cananà, in base al resoconto -, in qualità di ente organizzatore della manifestazione, è tenuta ai medesimi adempimenti di qualunque altro soggetto organizzatore (fondazione, associazione, ente di diritto pubblico o privato etc.). E quindi, tra l’altro, dovrà predisporre e trasmettere con congruo anticipo alla prefettura il piano di sicurezza e i prescritti elaborati tecnici. Ciò al fine di consentire al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e alla Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo di svolgere adeguatamente le attività di rispettiva competenza. Attività necessarie a garantire alla manifestazione un’adeguata cornice di “security” e “safety”. Inoltre. Dovrà essere vietato il posizionamento di sedie in via Cavour per la sicurezza delle persone. Sarà necessario, stavolta, far rispettare il divieto”.
Uno svegliarino per la sindaca Frontini che non manca di reagire, ma facendo una figura a dir poco sconcertante.
La sindaca Chiara Frontini
“Negli anni scorsi – argomenta la sindaca, sempre secondo il resoconto della prefettura – non è stata mai emessa alcuna autorizzazione da parte del comune in quanto considerata una manifestazione religiosa”.
Poi aggiunge qualche dettaglio tecnico: “Anche per quest’anno l’incarico di redigere il piano di sicurezza sarà affidato al tecnico Tomei. Il percorso sarà quello tradizionale, pertanto il trasporto non interesserà via Marconi. Via Matteotti è interessata da lavori, e quindi resterà chiusa, e come via di fuga potrà essere usata la vicina via della Cava. I lavori di rifacimento del manto stradale di piazza del Plebiscito verranno sospesi e ripresi dopo il trasporto”.
Ma non si ferma e annuncia, non si comprende per quale motivo, che: “Quest’anno si celebra il decennale del riconoscimento della macchina di santa Rosa quale patrimonio immateriale dell’Unesco, ma non verranno effettuate manifestazione di rilievo”.
E subito dopo arriva la bacchettata e la lezione di diritto canonico del vescovo Piazza, la cui lucidità intellettuale è indiscutibile e la cui competenza è assoluta in queste materie. Seguita dalla bacchettata più empirica e altrettanto indiscutibile del vicario del vescovo don Luigi Fabbri.
Viterbo – Il vescovo Orazio Francesco Piazza
“Il trasporto della macchina di Santa Rosa – sentenzia il vescovo – non è nel modo più assoluto una manifestazione religiosa, in quanto non ha i crismi, previsti dalle normative canoniche. E non ci sono i criteri e le prescrizioni processionali”. Breve ma efficace.
Arriva la parte empirica.
“La vera cerimonia religiosa si terrà il giorno 2 settembre e consisterà, come di consuetudine, nella processione con il trasporto del cuore di santa Rosa – afferma Fabbri, ribadendo una cosa che tutti sanno, ma non la sindaca, sembrerebbe -. Il trasporto della macchina non è di competenza della curia, anche in considerazione del fatto che il comune non si è mai interfacciato con la diocesi. E poi il giorno del trasporto è il comune a consegnare la macchina ai facchini”.
A chiudere l’incontro sulla legalità e sicurezza del trasporto del prossimo 3 settembre ci mette il carico da 11 il presidente della provincia Romoli: “Tutti gli attori devono avere contezza della normativa vigente in tema di sicurezza, che nel tempo è mutata considerevolmente. Soprattutto dopo gli attentati terroristici che hanno colpito varie città europee negli ultimi dieci anni e dopo la tragedia del 3 giugno 2017 in piazza San Carlo a Torino. A tale normativa deve conformarsi anche il dispositivo di sicurezza del trasporto della macchina di Santa Rosa”. Come dire: la legge è legge e va rispettata. Anche qui ci mancherebbe. Ne va, come detto, dell’incolumità dei cittadini e va ricordato che un attentato alla macchina già c’è stato. Il 3 settembre 2015 un ordigno fai-da-te è stato lanciato contro la macchina di Santa Rosa. E la tragedia è stata sfiorata.
Viterbo – Santa Rosa – Il lancio del fumogeno
Al di là delle imbarazzanti dichiarazioni della sindaca, ora però alcune questioni le deve chiarire. Ne va della sicurezza del trasporto e dei cittadini che in massa lo seguiranno. Visto anche che la macchina passa di domenica.
Le questioni da chiarire.
È stata emessa l’autorizzazione comunale per il trasporto che sta per arrivare ed è stata consegnata alla prefettura? L’amministrazione comunale in qualità di ente organizzatore della manifestazione ha predisposto e trasmesso con congruo anticipo, a giugno, alla prefettura il piano di sicurezza, è tutto a posto?
Verrà fatta rispettare in via Cavour l’ordinanza di divieto per le sedie?
Insomma: che la macchina passi in piena sicurezza e legalità, la sindaca lo può garantire? O accadrà come l’anno scorso, come descritto dal prefetto?
Carlo Galeotti
Don Luigi Fabbri sul Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza “Il trasporto della macchina, pur non essendo una processione, ha una valenza religiosa”



