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Interventi drastici contro i cinghiali nei centri abitati, viaggio tra i sindaci impegnati al fianco dei cittadini

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Viterbo - Cinghiali in via Marconi - Nel riquadro Chiara Frontini

Cinghiali in via Marconi – Nel riquadro il sindaco Chiara Frontini


Viterbo – Emergenza cinghiali non solo a Viterbo, dove intere famigliole di ungulati sono state di recente sorprese perfino in centro, di notte, a caccia di cibo, tra via Marconi e piazza del Teatro. Diversi sindaci italiani stanno prendendo provvedimenti, scontrandosi con gli animalisti in caso di interventi drastici per contrastare l’avanzata di esemplari di “Sus scrofa”, dal nome scientifico dato alla specie dal medico Linneo nel 1758. 

Paese che vai, cinghiale che trovi. Come dimostra un breve viaggio tra le cronache “cignalesche” del Belpaese. A partire dal Lazio, eccetto Roma dove, com’è arcinoto, i suidi sono ormai famosi quanto i gladiatori. In questa bollente estate 2023, fanno “scuola” i sindaci di Fiuggi e Fiumicino. 

Non tutti i sindaci infatti, come a Viterbo Chiara Frontini, si limitano a ordinanze che vietano a chiunque di “fornire alimenti e scarti alimentari agli animali selvatici, in particolare ai cinghiali” e a tutti gli abitanti e proprietari di terreni prospicienti le strade comunali di mantenere “puliti e sgomberi i terreni dalla vegetazione infestante, allo scopo di prevenire il crearsi di condizioni ecologiche favorevoli alla penetrazione e all’ambientamento dei cinghiali”.

Intanto è allarme in Ciociaria. È di appena due giorni fa la notizia di due aggressioni nel giro di poche ore, entrambe in provincia di Frosinone: a Isola del Liri una donna ha rimediato cinquanta punti di sutura a un braccio e un giovane di Esperia la frattura di una gamba.


Viterbo - Cinghiali in piazza del teatro

Viterbo – Cinghiali in piazza del Teatro


Sul litorale romano, ad esempio, gli imprenditori del Biodistretto Etrusco Romano, a fine luglio, hanno fatto appello al neosindaco di Fiumicino, Mario Baccini, perché si intervenga per il controllo e la cattura dei cinghiali. Ricordando come nel giugno 2022 la giunta regionale con Dgr n.440/2022 abbia approvato il piano triennale (2022-2024) denominato “Piano regionale di interventi urgenti per la gestione, il controllo e l’eradicazione della peste suina africana nei suini da allevamento e nella specie Cinghiale (Sus scrofa) “. Piano approvato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale Ispra, che interessa le attività di caccia con tecniche selettive e anche attività di controllo numerico, sul territorio ricadente sia in aree venabili che in aree con divieto di caccia, compreso le aree urbane. “Conseguentemente – la richiesta al sindaco – l’amministrazione comunale, nel rispetto della normativa vigente può procedere alla cattura e alla eradicazione dei cinghiali”.

Per restare nel Lazio, a luglio, il sindaco di Fiuggi, Alioska Baccarini, ha ordinato l’abbattimento dei circa 50 esemplari presenti sul territorio attraverso gli strumenti previsti dal Piano regionale interventi urgenti (Piur) per la gestione, il controllo e l’eradicazione della peste suina africana nella specie cinghiale, attraverso la cattura o l’abbattimento diretto. Entrambe le modalità prevedono alla fine l’uccisione dei capi selvatici. O attraverso la cattura tramite recinti o gabbie trappola (con successivo abbattimento degli animali sul sito o trasporto degli animali vivi verso macelli autorizzati, istituti faunistici opportunamente recintati o allevamenti di cinghiali a scopo alimentare) oppure con l’abbattimento immediato, mediante tiro all’aspetto da postazione fissa, con cabina dotata di ottica di precisione (tale tecnica può essere adottata anche di notte, con l’ausilio di faro o strumenti per la visione notturna in collaborazione con l’Atc Fr1).

L’ordinanza, nello specifico,  mette in evidenza come “la sicurezza dei cittadini è un obiettivo primario dell’amministrazione comunale” e che “sono stati segnalati cinghiali selvatici allo stato brado nel centro abitato del comune di Fiuggi “. Come annota il primo cittadino, la presenza incontrollata di tali animali “può comportare contatti fortuiti e non voluti con animali domestici e cittadini, inoltre i cinghiali possono essere portatori di numerose malattie, ponendo problemi non solo di pubblica incolumità, ma anche di ordine sanitario e, infine, la presenza di cinghiali vaganti è fonte di pericolo anche per la circolazione stradale, in particolar modo nelle ore serali”.


Viterbo - Cinghiali in via Vicenza

Viterbo – Cinghiali in via Vicenza


Altolà degli animalisti al sindaco del comune ligure di Albisola Superiore, circa diecimila abitanti, in provincia di Savona. “No a gabbie e fucilazioni”, hanno intimato a fine giugno, lanciando l’allarme “finora sono state 86 le vittime”, sentendosi rispondere da Maurizio Garbarini: “Seguo le norme”. Gli animalisti gli hanno fatto notare che  la sola spesa di incenerimento di ogni carcassa costa al comune circa 500 euro, per cui meglio sarebbe riportare i catturati in campagna e liberarli. Ulteriore replica: “Da normativa, nelle zone rosse non è possibile narcotizzare e portare altrove i cinghiali. E le spese per l’abbrucciamento non sono a carico del comune”.

Scendendo al meridione della Penisola, è emergenza cinghiali anche a Catanzaro, dove a luglio gli animalisti si sono schierati contro gli abbattimenti nel parco della biodiversità. Il sindaco Nicola Fiorita ha spiegato loro che “soluzioni alternative non sono di mia competenza, io ho solo chiuso il parco per 24 ore per garantire la sicurezza durante l’operazione”. 

Viterbo - Cinghiali in via Belluno

Viterbo – Cinghiali in via Belluno


Tra i sindaci in prima linea quello del piccolo comune calabrese di Acquaro, 1800 abitanti in provincia di Vibo Valentia, dove un mese fa, su iniziativa del primo cittadino Giuseppe Barilaro, è arrivato il via libera a un corso per 60 selettori e selecontrollori.

In Sardegna, infine, a Cabras, nel Sinis, ottomila abitanti in provincia di Oristano,  subito dopo Ferragosto il sindaco Andrea Abis ha chiesto l’intervento urgente della Provincia, anche con l’abbattimento, per limitare i danni all’habitat e alle colture agricole e per evitare problemi di incolumità delle persone: “Bisogna dare esecuzione ad attività di cattura dell’animale e rilascio in altre aree dell’isola, e contenerlo attraverso la soppressione di individui. L’ecosistema va riportato in equilibrio, ma tutto va definito in maniera scientifica”. 

Silvana Cortignani


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