Viterbo – (sil.co.) – Ricoverata a Belcolle per accertamenti il 19 luglio in seguito a un forte mal di testa e dimessa il 2 agosto, una paziente di 55 anni è morta il 10 agosto dopo essere stata nuovamente ricoverata per una sospetta polmonite.
Viterbo – L’ospedale di Belcolle
Per i medici che l’avevano dimessa sarebbe stata in via di guarigione, secondo una caposala sarebbe stata una malata terminale.
I familiari, ovvero il compagno e i due figli della donna, che vogliono capire cosa sia successo, hanno sporto querela presso la stazione dei carabinieri del piccolo centro della Tuscia dove vivono, chiedendo che la procura apra un’inchiesta.
La 55enne, dopo il ricovero del 19 luglio, è stata dimessa dall’ospedale di Viterbo il 2 agosto, col dire (i medici) che era in via di guarigione e che l’ambiente familiare non poteva che farle bene, nonostante i dubbi del compagno e dei due figli che vedevano la madre peggiorata.
A Belcolle, dove è poi deceduta il 10 agosto, la 55enne è stata nuovamente ricoverata d’urgenza la mattina del giorno successivo alle dimissioni, il 3 agosto, dopo una notte insonne nella sua abitazione, durante la quale le sue condizioni di salute sarebbero andate via via aggravandosi, tanto da indurre il sostituto del medico curante a disporne l’immediato trasferimento in ospedale per una sospetta polmonite, visto il livello inferiore a 84 della saturazione del sangue.
“Non avete capito che è una malata terminale?”, avrebbe detto ai familiari una caposala nei drammatici giorni a seguire, che hanno portato alle morte della 55enne.
Ma nonostante un intervento per un tumore risalente a due anni e mezzo fa e la fine a maggio scorso di un ultimo ciclo di chemioterapia, la paziente non era sottoposta ad altre cure e nessun medico in seguito al ricovero del 19 luglio aveva fatto cenno a situazioni disperate.
Tanto che per l’appunto, il 2 agosto, la paziente era stata dimessa.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
