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“Trasporto macchina di Santa Rosa, chiunque potrà mettere su Gloria il nome del proprio caro scomparso”

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Raffaele Ascenzi, Vincenzo Fiorillo e Mauro Vinciotti

Raffaele Ascenzi, Vincenzo Fiorillo e Mauro Vinciotti


Viterbo – “Chiunque potrà inserire su Gloria il nome del proprio caro scomparso”. È la novità del trasporto della macchina di Santa Rosa di quest’anno raccontata dall’ideatore Raffaele Ascenzi questa mattina durante la conferenza stampa di presentazione della sera del 3 settembre a palazzo dei Priori.

”Gloria ha attraversato tre amministrazioni e tutte l’hanno amata – ha detto Ascenzi -, così come i viterbesi e come l’ho amata io profondamente. Nove anni di trasporto, più altri 6 per Ali di luce, che mi hanno riempito di gioia”.


Alessandro Romoli, Chiara Frontini e Alfonso Antoniozzi

Alessandro Romoli, Chiara Frontini e Alfonso Antoniozzi


Sulla macchina ci sono già i nomi dei facchini scomparsi. Quest’anno anche tutti i viterbesi che vogliono lasciare un proprio ricordo sulla macchina con il nome del proprio caro scomparso – ha poi aggiunto Ascenzi – potranno farlo stampando una tarchetta e la lasciandola al costruttore Vincenzo Fiorillo. Le targhette verranno inserite alla base della macchina”.

In sala d’Ercole ci sono tutti. La sindaca Chiara Frontini, l’assessore alla cultura Alfonso Antoniozzi, l’assessora alle politiche sociali Patrizia Notaristefano, il vice prefetto vicario Andrea Nino Caputo, il vicario generale della diocesi don Luigi Fabbri, il presidente della provincia Alessandro Romoli, il presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini, il capofacchino Sandro Rossi, l’ideatore di Gloria Raffaele Ascenzi, il costruttore Edilnolo Vincenzo Fiorillo, la superiora del monastero di Santa Rosa suor Francesca Pizzaia, il comandante della polizia locale Mauro Vinciotti, i rappresentanti della questura, Rodolfo Valentino di Lux Rosae e i rappresentanti dei comitati che organizzano le minimacchine al Pilastro, a Santa Barbara e nel centro storico, rispettivamente Massimo Loddo, don Claudio Sperapani e Alfredo Fazio.


Chiara Frontini

Chiara Frontini


È il momento più bello dell’anno – ha sottolineato Frontini –. Il 2 mattina firmeremo anche un protocollo di valorizzazione del patrimonio immateriale dell’umanità con gli ambasciatori di Messico e Colombia”. Anche per sottolineare la vocazione internazionale della macchina di Santa Rosa. Non c’è nulla di più importante per viterbesi del trasporto di Santa Rosa”.

Gloria partira’ alle ore 21 da piazza San Sisto, porta Romana, seguendo il percorso tradizionale fino ad arrivare alla basilica di Santa Rosa.

E’ una festa di popolo – ha spiegato poi Fabbri –. Un evento identitario che ha grandi motivazioni religiose. Per il vescovo Orazio Francesco Piazza è la prima esperienza che sta vivendo con grande emozioni e partecipazione interiore”.


Don Luigi Fabbri, Massimo Mecarini, suor Francesca Piazzaia e Sandro Rossi

Don Luigi Fabbri, Massimo Mecarini, suor Francesca Piazzaia e Sandro Rossi


“Un’iniziativa faro che accomuna tutta la Tuscia – ha commentato Romoli -. Un clima che ci avvolge e che ci dà la possibilità di ritrovare i nostri valori e la nostra tradizione”.

Le dediche. “Il trasporto – ha detto Mecarini – sarà dedicato ai 10 anni del riconoscimento Unesco, ai 45 anni dalla fondazione del Sodalizio e a tutte le donne che hanno subito violenza, con la speranza che non si possa più ripetere”.

Le girate, due, una a piazza del comune e l’altra a piazza del teatro, verranno invece dedicate ad Antonio Scarponi, Luigi Scorsino, Rolando Venanzi, Luciano Scardozzi, Alessandro Radanich. Roberto Ioppolo, Cesare Cencioni, Mario Rosselli, Giancarlo Sabatini, Cesare Laureti, Armando Costantini, Ruben Ciarlanti, Alessio Paternesi.


Alessandro Romoli

Alessandro Romoli


“Per quanto riguarda il maestro Paternesi – ha evidenziato Mecarini -, durante il giro delle sette chiese ci fermeremo a piazza della Repubblica davanti al monumento ai facchini realizzato da Alessio Paternesi e faremo un grande applauso”.

Mecarini fa inoltre un appello a tutti i cittadini. “Cerchiamo di tenere le piazze il più pulite possibile”.

Infine un pensiero del presidente del Sodalizio a Gloria che quest’anno farà il suo ultimo passaggio in città. “Ci congediamo da Gloria con un velo di malinconia. E ci duole sapere che sarà parcheggiata dentro a un capannone. L’appello a tutti è quello di fare un museo delle macchine a grandezza naturale. Un museo che merita tutta Viterbo. E vale la pena trovare un modo per farlo, collocato in posto che sia accessibile per tutti”.


La conferenza di stamani

La conferenza di stamani


“Quest’anno – ha continuato Sandro Rossi – abbiamo 12 nuovi facchini, una grande soddisfazione, perché significa anche 12 famiglie in festa. Avere un facchino in famiglia è motivo di orgoglio per tutti. L’attaccamento al trasporto è la benzina che ci spinge ad andare avanti coinvolgendoci tutti”.

Per quanto riguarda poi il tema sicurezza. “La macchina – ha spiegato Rossi – si può fermare in qualsiasi punto ed essere posata a terra nell’eventualità ci fosse qualsiasi tipo di pericolo”. Dopodiche’ anche il capofacchino si sofferma su Gloria e il suo ultimo trasporto: “Gloria è la migliore macchina in assoluto perché è l’unica macchina che è bella anche di giorno. Un arrivederci quindi a Gloria che speriamo di rivedere montata da un’altra parte.


Il fazzoletto che verrà donato da Vincenzo Fiorillo alle famiglie dei facchini

Il fazzoletto che verrà donato da Vincenzo Fiorillo alle famiglie dei facchini


“La macchina è pronta per il trasporto – ha proseguito Fiorillo -. In questi giorni stiamo lavorando agli ultimi ritocchi. Propongo poi all’amministrazione la mia impresa per conservare Gloria ed evitare che venga messa in un capannone. Non solo, ma quest’anno regaleremo ai facchini e ai loro familiari un fazzoletto bianco con il simbolo del Sodalizio. Chiedendo ai familiari di sventolarlo quando passeranno i facchini il 3 settembre”.

Il trasporto – ha preso la parola suor Francesca – significa stare insieme per un obiettivo perché attraverso la macchina si possa conoscere chi è veramente Santa Rosa”.

Infine il comandante della polizia locale Mauro Vinciotti: “Gloria è stata la mia prima macchina da comandante rendendo unica questa esperienza. Un amore, per la macchina e la città, che condivido assieme a tutti i miei colleghi della polizia locale”.

Daniele Camilli


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