Le auto del commando armato – Nel riquadro: Salvatore Bramucci
Soriano nel Cimino – Risale a un anno fa esatto l’ultimo omicidio in provincia di Viterbo. Era la mattina di domenica 7 agosto quando nelle campagne di Soriano nel Cimino fu trovato cadavere nella sua macchina il pregiudicato 58enne Salvatore Bramucci, freddato a colpi di pistola da un commando armato giunto appositamente nella Tuscia dall’hinterland della capitale.
Le indagini della procura, nonostante tre arresti e due indagati a piede libero per omicidio premeditato in concorso nell’immediatezza, non sono ancora chiuse. L’attenzione degli investigatori, coordinati dal sostituto Massimiliano Siddi, in questi mesi si sarebbe concentrata sul movente e sul mandante, la cui identità, non ancora resa nota, è ciò che tinge di giallo il feroce assassinio. Attendono di conoscere le sorti dei propri assistiti i difensori degli indagati in carcere, ovvero gli avvocati Anna Rodinò Toscano, Giancarlo Costa e Antonio Rucco, mentre la famiglia di Bramucci è assistita dall’avvocato Giuliano Migliorati.
A dare l’allarme, attorno alle 8,30 del mattino, è stata una ciclista, uscita di buonora per un’escursione assieme alla sorella, un amico e altri appassionati di due ruote. I colpi di arma da fuoco sarebbero stati sentiti da un poliziotto vicino di casa della vittima e dalla moglie, i quali però avrebbero pensato a qualcuno che, essendo in aperta campagna, avesse sparato a dei cinghiali.
Cinque gli indagati per il delitto. In carcere nel giro di poche settimane, con l’accusa di omicidio premeditato in concorso, sono finiti due romani 49enni di Guidonia, Antonio Bacci e Lucio La Pietra, arrestati il 13 settembre, mentre la cognata Sabrina Bacchio, anche lei di 49 anni, è stata arrestata il 22 ottobre.
Un fatto di sangue che, avvenuto nel pieno dell’estate, pochi giorni prima di Ferragosto, ha suscitato grandissimo clamore, facendo temere, per le modalità efferate del delitto, che dietro potesse esserci la mano della criminalità organizzata. Ma l’attenzione degli investigatori, nel giro di poche settimane, si è concentrata sulla cerchia dei familiari della vittima e su un movente economico legato a un presunto “tesoretto” in contanti e preziosi.
Costantin Dan Pomirleanu, Sabrina Bacchio e Antonio Bacci
Bramucci, a marzo del 2013, avrebbe sporto una denuncia per furto proprio contro Sabrina Bacchio, la cui relazione con il romeno 33enne Costantin Dan Pomirleanu indagato a piede libero sarebbe stata all’epoca appena all’inizio, in seguito alla sparizione di un “tesoretto” del valore attorni ai 50mila euro di gioielli e altri oggetti preziosi, che sarebbero stati custoditi nella sua abitazione. Da allora i rapporti familiari si sarebbero incrinati.
Bramucci, al momento della morte, stava finendo di scontare agli arresti domiciliari una condanna a tre anni e quattro mesi per estorsione e usura, in seguito alla quale gli erano stati confiscati diecimila euro, confezionati in quattro mazzette di banconote sottovuoto, avvolte in cellophane trasparente con elastici, contenenti 2500 euro ciascuna, rinvenute all’interno della cassaforte il 9 gennaio 2020, quando fu colto da un malore al momento dell’arresto e portato presso il reparto di medicina protetta dell’ospedale di Belcolle.
In cassaforte anche una sfilza di costosi orologi di grandi marche – sei Rolex, un Cartier e un orologio Bulgari – che, secondo gli inquirenti, potevano essere frutto di attività illecite. Gli orologi preziosi gli furono poi tutti restituiti. Non i diecimila euro in contanti per riavere i quali Bramucci, nel 2021, è ricorso anche in cassazione. Nel 2020, sempre la cassazione, confermando la misura di custodia cautelare in carcere disposta dal gip, puntò il dito contro la spregiudicatezza e lo spessore criminale di Bramucci: “Pronto, per recuperare il suo denaro, ad avvalersi di persona armata”.
Il delitto sarebbe stato messo a punto con la supervisione della cognata di Bramucci, Sabrina Bacchio. residente a Guidonia col compagno, che forse era presente sulla scena del crimine la mattina del 7 agosto. A lei avrebbe fatto riferimento uno dei due presunti sicari arrestati il 13 settembre, Tonino Bacci, il quale a sua volta avrebbe reperito gli altri due, Lucio la Pietra, anche lui arrestato, e Alessio Pizzuti, il cui nome ricorre nella fase della pianificazione.
Soriano nel Cimino – Omicidio Salvatore Bramucci, il suv della vittima
Il delitto è stato consumato a breve distanza dall’abitazione della vittima in una zona di campagna del comune di Soriano nel Cimino, per l’appunto Contrada Madonna di Loreto, situata tra la strada provinciale 60 (Sanguetta) e la provinciale 61 (Molinella), collegate tra di loro unicamente dalla strada vicinale denominata Basso della Campana.
Bramucci, al momento dell’agguato mortale, alle ore 8,20, in base agli accertamenti tecnici sul cellulare, sembra stesse chiamando al telefono la moglie, quando si sarebbe trovato davanti la macchina dei killer, commentando a voce alta “annamo daje, oh”, presumibilmente nello stesso istante che gli sparavano.
Sei i colpi di arma da fuoco. Il corpo della vittima era posizionato nel lato conducente del veicolo e presentava cinque fori di ingresso di proiettili su varie parti del corpo, quattro dei quali mortali, in corrispondenza del volto e del braccio più uno che lo ha raggiunto alla mano sinistra. Il sesto proiettile non ha colpito il bersaglio andando a conficcarsi nel montante del suv Chevrolet Captive, che aveva la prima marcia innestata, il freno a mano non inserito, il motore era spento e il quadro strumenti acceso.
Nel campo di nocciole, a meno di un metro dall ‘asfalto, i militari hanno notato la presenza di un mozzicone di sigaretta marca “Luckies”, mentre più verso l’interno e verso il veicolo sono state scorte tracce di un pneumatico.
Nessun dubbio sulla premeditazione. Il delitto, secondo quanto emerso, è stato rinviato due volte in due giorni, venerdì 5 e sabato 6 agosto, per essere poi portato a termine il terzo giorno, domenica 7 agosto.
Martedì 2 agosto la Bacchio, sempre lei, chiede contezza a Bacci sullo stato di preparazione dell’agguato. Lei:”Come stiamo messi?”. Lui: “Siamo messi a Smart, dopo vado a vede’ sta Smart, dopo ci passo de là stasera e ce vado sum sistemiamo tutto penso e giovedì mattina siamo là”. Dopo l’ormai noto sopralluogo a Soriano, per l’appunto di giovedì 4 agosto, venerdì 5 agosto Bacci telefona alla Bacchio per dirle di avere avuto un contrattempo: “E’ successo un imprevisto, però sto a cerca’ de organizzamme per domani”. Ma sabato 6 agosto un altro imprevisto avrebbe impedito nuovamente di portare a termine il programmato agguato:”Oggi non posso andare a cambiare il motore, vado domani”. Bramucci è stato poi assassinato la mattina di domenica 7 agosto.
Sul posto tre sicari venuti da Roma, due dei quali arrestati il 13 settembre e il presunto terzo invece tuttora indagato a piede libero, giunti sul posto con una Smart bianca a noleggio e una Giulietta grigia rubata. Hanno teso l’agguato mortale a Bramucci in una zona di campagna mentre, come faceva ogni giorno alla stessa ora, la vittima andava a buttare gli escrementi dei suoi cani.
Dopo l’omicidio, si è parlato di un tesoretto smarrito attorno ai centomila euro nonché di una somma attorno ai cinquantamila euro che Bramucci sarebbe stato intenzionato a recuperare dai debitori nell’ambito del progetto, rivelato agli investigatori dalla moglie, di trasferirsi alle Canarie una volta scontata l’ultima condanna per estorsione e usura.
La prova sarebbe in alcune pagine manoscritte di un’agenda rossa, che Bramucci avrebbe tenuto nascosta in un mobile, trovata dopo la morte e consegnata ai carabinieri dalla moglie, dove sono annotate sigle e accanto somme di denaro per un ammontare di circa 47mila euro.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


