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”Un facchino di santa Rosa rimane facchino per sempre…”

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Viterbo – Si è costituita recentemente a Viterbo l’associazione Ex facchini di santa Rosa, senza fini di lucro, per perseguire finalità di solidarietà sociale, valorizzando la tradizione e il culto delle festività civili e religiose, in particolare quelle riguardanti la santa patrona di Viterbo, promuovendo anche forme di collaborazione e scambio culturale con le altre comunità che perseguono gli stessi fini.

Stefano Santucci

Stefano Santucci


Il presidente è l’ex Facchino di Santa Rosa Stefano Santucci, viterbese, 51 anni, laurea magistrale presso università La Sapienza di Roma facoltà di Medicina e Psicologia in scienza delle professioni tecniche sanitarie e diagnostiche. Libero docente per molti anni presso la stessa università. Presta servizio presso I’unità operativa di medicina nucleare del presidio ospedaliero di Belcolle. Sposato con un figlio. Facchino per circa trent’anni dal 1993 al 2022.

Dottor Stefano Santucci quando ha deciso che sarebbe stato un facchino?
“Ero già mini facchino presso il comitato del centro storico di Viterbo, ho atteso la maggiore età con ansia, non per la certificazione alla stessa con tutto quel che ne consegue, ma per la possibilità di sostenere la prova di portata e diventare facchino di Santa Rosa. La spinta propulsiva ad essere facchino nasce dentro ognuno di noi nell’incanto di un bambino sulle spalle del padre in attesa che passi il “campanile che cammina”. Lo spirito di emulazione e appartenenza fa tutto il resto. Ho indossato con onore e rispetto quella divisa cercando nella vita quotidiana di comportarmi secondo i principi fondamentali di essere facchino: fratellanza, onestà e devozione. Ho accolto tutti i Facchini di Santa Rosa come fratelli, e ora come figli tessendo con tutti loro un rapporto di stima e affetto reciproco”.

Perché è stata creata questa nuova associazione e quali finalità persegue?
“Partendo dalla considerazione che un ”Un facchino di Santa Rosa rimane facchino per sempre” mi sono chiesto la motivazione per la quale finito il periodo attivo sotto la macchina di Santa Rosa si consumasse in buona sostanza per tanti una diaspora, e non ci fosse un organo in grado di assorbire la totalità degli ex facchini reimpiegandoli in attività utili alla manifestazione, alla comunità, e alla festività in genere sia dal punto  di vista della tradizione che da quello del culto. Una dispersione di energia e di intenti comuni per anni, essenziale a muovere la macchina di Santa Rosa prima, e ora veicolabile in altre attività di utilità sociale storico e filantropico. Nel confronto sulla base di questo pensiero è nata con altri ex facchini l’idea di associarsi in una operazione che è tutt’altro che nostalgica egocentrica e autocelebrativa. Le finalità sono molteplici, dalla conservazione della memoria, alla esaltazione della figura del Facchino nel contesto storico, ad attività di beneficenza, sociali e culturali”.

Come sta andando la campagna tesserementi?
“Siamo rimasti stupiti fin da subito sulla risposta a questa nuova iniziativa, tanto da aver reclutato oltre 70 ex facchini nelle prime due settimane e poi con costante affluenza altri ed altri ancora. È evidente che forte era il desiderio di aggregazione di tanti. Gli occhi lucidi e il vigoroso abbraccio che ho ricevuto incontrandoli personalmente mi ripaga dagli sforzi profusi e spiega tutto senza parlare. Quanti racconti, particolari sottili e nitidi nella memoria, da conservare con cura amorevole prima che si perdano per sempre. Questo è uno degli scopi fondamentali di questa associazione. Chi vorrà iscriversi potrà chiedere informazioni mandando un messaggio WhatsApp al numero 329 9557061”.

Associazione ex Facchini di Santa Rosa

Associazione ex Facchini di Santa Rosa


Quali progetti avete per il prossimo futuro?
“Stiamo lavorando su alcune iniziative che vedranno la luce nei giorni della prossima festa, ma sulle quali mi consenta di mantenere ancora uno stretto riserbo. Illustreremo tutto in una conferenza stampa alla fine di agosto”.

Come vi rapportate alle associazioni già presenti?
“Noi siamo in ottimi rapporti con tutti, avendo finalità spesso comuni, e lavorando in unica direzione siamo pronti a collaborare con le altre associazioni su progetti condivisi. Non ci sentiamo subalterni a nessuno, e avendo un nostro Statuto, ed una propria dirigenza, siamo pronti a confrontarci con pari dignità con tutti coloro che volessero interagire con la nostra associazione. Abbiamo già tessuto interessanti e proficui rapporti con tante realtà già presenti, e siamo pronti da accogliere tutti quelli che vorranno iscriversi alla nostra associazione, in nome dell’amore per la nostra Santa”.

Avete già creato un vostro simbolo?
“Si ci stiamo già lavorando. Il simbolo della nuova associazione sarà molto semplice, secondo lo stile della giovane nostra Rosina, costituito da un fiore con i petali rossi e la parte centrale nera, affiancato dalle lettere di colore nero “S” e “R”. Il colore dell’indumento sul quale andrà avrà fondo bianco. Un simbolo simile a quello che, ancora oggi, è possibile trovare sulle architravi e sugli archi in peperino di molte proprietà che un tempo appartenevano al convento delle Clarisse di Santa Rosa da Viterbo”.

Un ultima domanda: dove saranno gli ex facchini il 3 settembre?
“Saremo sicuramente tutti in prima fila ad incitare e applaudire i facchini, capaci una volta ancora con una ritualità tutta fisica di compiere il “miracolo” che riporta ogni anno Santa Rosa a casa, perpetuando una tradizione unica al mondo. In fondo siamo la stessa cosa: noi siamo ciò che loro saranno, loro sono ciò che noi eravamo”.

Silvio Cappelli


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