Viterbo – Al cimitero di San Lazzaro sporcizia, erbacce, guano di volatili, nugoli di zanzare, una incuria vergognosa
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’altro ieri pomeriggio, come faccio periodicamente, mi sono recato al cimitero di Viterbo per fare visita a mio figlio, un angioletto di 4 anni.
Ogni volta che varco quel cancello vengo assalito da un insieme di sensazioni, dolore, per la mia grave perdita, tristezza e rabbia per lo stato di abbandono in cui versa questo luogo sacro.
Sporcizia, erbacce, guano di volatili, nugoli di zanzare, una incuria vergognosa.
Mi sono trattenuto per circa 20 minuti davanti la lapide del mio bimbo, ho sistemato ogni cosa e cercato di pulire il pavimento che trovo ogni volta in condizioni indegne.
Mentre ero in raccoglimento davanti alla foto del mio piccolo angelo, mi sono sentito di chiedergli scusa perché mi sento in colpa per averlo lasciato in un luogo che sembra dimenticato dagli uomini.
Non posso più prenderlo per mano ma, il mio istinto sarebbe quello di prenderlo in braccio per portarlo fuori da questo posto dove regna l’indifferenza di tutti.
Viterbo – Al cimitero di San Lazzaro sporcizia, erbacce, guano di volatili, nugoli di zanzare, una incuria vergognosa
Intanto che mi avviavo verso l’uscita, con gli occhi pieni di lacrime (e pieno di punture di zanzare), ho fatto una riflessione amara: quando una comunità, una città, non ha più il rispetto per i propri cari defunti, è già fallita, ed è destinata all’estinzione.
Con questo non voglio puntare il dito contro nessuno in particolare ma, solo invitare tutti a riflettere, in primis chi ha responsabilità dirette.
Ogni volta che visito questo luogo è per me un riaprirsi della profonda ferita che ho nel cuore, per di più sono costretto a vedere quello che ho appena descritto. Sono profondamente amareggiato e schifato da tutta questa indecenza.
Paolo Roselli
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