Santa Rosa – Bozzetto di Gloria donato all’Associazione Filarmonica Vejanese
Viterbo – (sil.co.) – Macchina di Santa Rosa, il costruttore Vincenzo Fiorillo con la sua famiglia ha donato all’associazione Filarmonica Vejanese il bozzetto di Gloria in occasione del settimo e ultimo anno del trasporto della splendida “creatura” di Raffaele Ascenzi.
“La terremo gelosamente insieme a quelle che abbiamo avuto l’onore di accompagnare nei nostri 27 trasporti, sette dei quali con Gloria”, si legge nel post pubblicato sulla pagina Facevook della filarmonica. La prima uscita di Gloria risale al 2015, nove anni fa. Poi c’è stato il biennio della pandemia.
La banda musicale di Vejano – nata nel 1906 e ristrutturata nel 1977 col nome “associazione Filarmonica Vejanese” – dal 1993 è diretta dal maestro Antonio Moretti e presieduta da Emanuela Rinelli (nella foto sopra, alla consegna del bozzetto di Gloria).
La banda di Vejano al trasporto
“Con grande orgoglio anche quest’anno abbiamo portato il nome di Vejano in una manifestazione unica, che ha visto per l’ultima volta Santa Rosa portata per le vie di Viterbo su Gloria”, scriveva ieri l’associazione Filarmonica Vejanese, che da quando nel 1994 vinse un concorso tra bande, accompagna il Sodalizio durante tutta la giornata del tre settembre, a partire dal giro delle sette chiese.
Da quasi tre decenni i 120 elementi della banda di Vejano attraversano la città al fianco dei facchini sulle note di “Quella sera del tre”, testo e musica di Lorenzo Celestini, storico capofacchino della macchina. L’importante traguardo del 25 esimo trasporto fu festeggiato nel 2019, poi c’è stato il fermo Covid nel 2020 e nel 2021,quindi il 26esimo trasporto nel 2022 e il 27esimo quest’anno.
“Una macchina stupenda che ha conquistato il cuore di tutti – si legge nel post – . È per questo che vogliamo condividere la sua bellezza ringraziando di cuore quanti anche stavolta ci hanno voluto con lei e con Rosina. Grazie a Sodalizio dei facchini di santa Rosa, al presidente Massimo Mecarini, al capofacchino Sandro Rossi e al comune di Viterbo. Grazie ai costruttori Fiorillo Impresa Edile , a Vincenzo e Mirko Fiorillo, che ci hanno donato il bozzetto di Gloria e al suo ideatore Raffaele Ascenzi “.
“Un grazie va a tutti i musicanti e al nostro maestro Antonio Moretti che non si sono risparmiati per rendere onore all’ultimo trasporto di questa macchina stupenda. Siamo tornati a casa stanchi, ma col cuore colmo di emozioni”, viene sottolineato.
“Pronti per conoscere la prossima macchina, non possiamo che gridare: evviva Santa Rosa”, la conclusione.
Santa Rosa – Bozzetto di Gloria donato all’Associazione Filarmonica Vejanese
Che legame avete coi facchini? Chiedeva Tusciaweb alla presidente Rinelli in una intervista di quattro anni fa…
“Il loro passo è il nostro passo, il loro sentimento è il nostro sentimento. E’ emozionante, quando ci fermiamo ad aspettarli, vedere la macchina che incede sulle loro spalle, leggere nei loro volti lo sforzo fisico e la devozione. Per noi, invece, la cosa più dura è l’attesa tra una fermata e l’altra, in piedi, fermi e ordinati, anche se magari il mal di schiena si fa sentire”.
Una volta giunti a piazza del Teatro, lasciate andare la macchina “da sola” fino alla basilica…
“Il motivo è tecnico, siamo 120 elementi, in cima non ci sarebbe posto per tutti. Per cui, una volta usciti dal corso, ci portiamo verso lo spazio adiacente la farmacia, da dove guardiamo, anche noi da spettatori, l’ultimo ‘sollevate e fermi’ e la macchina che si avvia in tutto il suo splendore sulla salita”.
– “Il loro passo è il nostro passo, il loro sentimento è il nostro sentimento”
Quella sera del tre – testo e musica di Lorenzo Celestini
Sotto col ciuffo e fermi! Fermi! Sollevate e fermi!
La fede della Santa racchiude una città, la gente che ci crede la viene qui a guardar e insieme a tanti altri l’applaude e canterà
Tutti quanti stasera vedrete una festa di grande importanza, ogni anno una sera a settembre una rosa si porta a girar nella notte, nel cielo s’innalza e la gente la guarda stupita. Sembra proprio volare sui tetti lassù tra le stelle e gli angeli blu.
Cento uomini le fanno la corte è la più bella di tutta la festa. Trenta metri d’altezza e lei in testa accarezza con le ali la città. Tutti quanti la voglion toccare per poter poi un giorno affermare che la rosa che brilla nel cielo lassù ti protegge con gli angeli blu.
La fede della santa racchiude una città, la gente che ci crede la viene qui a guardar e insieme a tanti altri l’applaude e canterà. Dopo giri e fermate di corsa lei raggiunge la sua santa casa. Proprio lì sui gradini si posa e saluta la folla da lassù.
Tutti quanti la voglion toccare per poter poi un giorno affermare che la rosa che brilla nel cielo lassù ti protegge con gli angeli blu.


