Viterbo – (g.f.) – Alla fiera di Santa Rosa ogni acquisto vale. Quello utile o quello superfluo, l’oggetto che mancava a casa o quello che per non sarà magari indispensabile, ma buono per decidere d’uscire e fare quattro passi in centro.
Fiera di Santa Rosa
Oggi, dall’alba al tramonto la città dentro le mura si colora e si riempie di profumi.
Per scegliere, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Tre chilometri di bancarelle, fra abbigliamento, ricambi, accessori, libri, prodotti per la casa, dolci e giocattoli per i più piccoli. E poi, ovviamente tanti prodotti enogastronomici . Dalla porchetta, regina incontrastata fra gli alimenti in vendita, alla frutta secca, ai dolci e molto altro.
Si cammina, si passeggia da una porta all’altra. Per un giorno le auto rimangono fuori.
Protezioni passive in cemento armato impediscono l’accesso a piazza della Rocca, porta Romana e via Rosselli.
I tre chilometri si snodano da San Sisto a via Garibaldi, passando da via Cavour a piazza del Comune e Fontana Grande.
Chi si vuole godere un giro più tranquillo sceglie le ore mattutine o quelle della pausa pranzo.
Altrimenti, ci si immerge nell’allegro viavai di persone. Occasione buona per incontrarsi, magari imbattersi in qualcuno che da tempo non avevamo incontrato. Con la promessa di rivedersi, al più presto. Il prossimo 4 settembre. Alla fiera di Santa Rosa, ovviamente.
