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“Sempre in prima linea per la tutela dell’Agro Falisco e dei Monti Cimini…”

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Famiano Crucianelli e Luca Giampieri

 

Famiano Crucianelli e Luca Giampieri


Civita Castellana – Il Biodistretto della via Amerina e delle Forre spegne la decima candelina, e lo fa nell’incantevole cornice del Forte Sangallo. “Dieci anni in cui abbiamo fatto da sprone, tanti ci hanno seguito e questo ci rende orgogliosi. Ci attendono altre sfide, ma non saremo mai soli”, le dichiarazioni del sindaco Luca Giampieri.

Dieci anni a difesa del nostro territorio sempre in prima linea per la tutela dell’Agro Falisco e dei Monti Cimini – ha dichiarato il sindaco Luca Giampieri –. Dieci anni in cui il Biodistretto della Via Amerina e delle Forre è stato non solo avanguardia ma anche insostituibile baluardo nella salvaguardia e nella valorizzazione del territorio e delle nostre comunità. Questo credo sia il risultato più prezioso di questi primi dieci anni di viaggio insieme e che hanno visto anche la trasformazione dello stesso da semplice associazione in Fondazione capace di ottenere importanti finanziamenti sovracomunali“.

Prosegue Giampieri: “Credo che l’evento di oggi porti il titolo migliore per illustrare ciò che ognuno di noi desidera per il futuro di questo territorio: ‘La terra che vorrei’. La terra che vorrei, che vorremmo, che vogliamo è una terra che solleva una ferma, compatta e forte opposizione alla proposta di realizzare qui un sito per custodire scorie nucleari radioattive. Una battaglia che riguarda tutti e che il Biodistretto per primo ha cominciato e che certamente col sostegno di tutti noi porterà avanti. Senza autoincensarsi, senza tante parole, ma con a cuore solo il benessere e la valorizzazione di questo splendido e unico piccolo grande angolo di Tuscia”.

E poi: “Una battaglia che oggi ci troviamo a dover condurre ancora una volta insieme per sventare un altro rischio che corre il nostro territorio. Vale a dire la realizzazione di discarica di inerti in località San Silvestro, cava dismessa negli anni 90 tra Civita Castellana e Corchiano. Progetto che insieme al Biodistretto ha subito suscitato la ferma contrarietà dei due Comuni: eventuali recuperi di cave, lo abbiamo sempre ribadito, sono possibili solo attraverso programmi alternativi legati alle energie rinnovabili o a progetti sportivi, culturali e ricreativi. La salute del nostro ambiente viene prima di tutto, questo è un messaggio che proprio oggi voglio rilanciare forte e chiaro”.

Infine: “Saranno tante le sfide che ci attenderanno nei prossimi anni. In particolare quella di affrontare nel modo meno impattante possibile gli effetti nefasti del cambiamento climatico. Che impone scelte coraggiose e difficili per costruire un futuro migliore. Energie rinnovabili, rispetto per l’ambiente e colture biologiche, senza integralismi ideologici ma con la visione di chi vuole lasciare ai propri figli e ai propri nipoti un territorio migliore di come lo ha trovato. In questo non saremo mai soli”.


Paolo Piacentini

Paolo Piacentini


Molte le personalità che non sono volute mancare per rendere omaggio al lavoro svolto in questo tempo dalla fondazione. “Il Biodistretto riunisce la tutela agricola ed il suo patrimonio meraviglioso ai no che sono necessari, perché quando è troppo è troppo – le parole di Paolo Piacentini, fondatore di Federtrek – è consapevole della bellezza, anche in termini storici ma ha deciso di dire i no giusti, che servono al territorio. Qui ci si incanta passeggiando“.

Gli fa eco il presidente Famiano Crucianelli: “Non è pensabile un territorio virtuoso se l’agricoltura non diventa sostenibile, da qui è nato il Biodistretto. Nella Tuscia in vent’anni era nata una coltura intensiva, noi ne critichiamo il sistema e non la coltura in sé.Viviamo nell’epoca dell’antropocene, cioè quel periodo in cui l’essere umano con le sue attività è riuscito a incidere sui processi geologici”.

Inoltre: “Nei primi anni siamo andati controcorrente, e la legge sui biodistretti non è stato un regalo, ma ebbe una lunga incubazione. La terra che vorrei ha molti obiettivi, tra questi anche la valorizzazione della manifattura ceramica e l’invocazione di un reddito minimo agricolo a fronte dello svuotamento del suolo, al fine di creare una connessione tra città e campagna”.


Daniele Sabatini

Daniele Sabatini


“O la politica si riconosce nelle grandi questioni ambientali o non è politica – l’intervento di Daniele Sabatini, consigliere regionale – ce lo dice sia il territorio che le prossime generazioni. Il 12 maggio è stata approvata una delibera che ha messo un freno all’abuso del suolo, è un tema molto importante che trova un punto di equilibrio. La sostenibilità è un dovere, il cambiamento climatico ci costringe ad andare in un’unica direzione”.


Marta Bonafoni

Marta Bonafoni


Della stessa idea anche la consigliera Marta Bonafoni: “Dieci anni che hanno portato il Lazio sul podio europeo, e questo non va mai derubricato. In questo tempo tante cose sono successe e la sfida è nella capacità della politica di bloccare, di volgere allo stupore. Bisogna abbracciare in toto la coerenza. Intorno a questo c’è consenso, c’è bisogno di dare potere ai territori“.

Arriva da Paolo Gramiccia, della direzione agricoltura della regione Lazio, la proposta di costruire una filiera apposita, “Siamo tra le prime realtà in Italia per biologico coltivato ma trasformiamo poco, i nostri prodotti sono poco presenti”. Mentre invece, nel suo intervento, accoglie l’interesse per il suo settore Augusto Ciarrocchi, Confindustria: “Il distretto di Civita Castellana non ha nessun tipo di avversione verso il Biodistretto anzi. Le nostre aziende sono sostenibili da molto tempo, sia fotovoltaico che smaltimento, viene fatta da almeno 15 anni. Non solo recupero di materia ma anche riciclo dell’acqua”.

Giusi De Novara


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