Giove – Alcuni resti del B-25 rinvenuti
Giove – Bombardiere americano abbattuto nel 1944, ritrovati i resti del B-25 del capitano Crowell.
La ricerca condotta da Michele Mari e Raniero Pedica, iniziata dalla testimonianza di Mario Capati, con la collaborazione di Alvero Giuliani, Antonio Benigni e Agostino Alberti ha permesso di ritrovare i resti dell’aereo, identificare il velivolo e tutto l’equipaggio, e ricostruire una storia della seconda guerra mondiale avvenuta nel centro Italia.
Il bombardiere statunitense venne abbattuto dalla contraerea tedesca alle 10,30 del 17 aprile 1944 sui cieli tra Orte e Attigliano e precipitò in località Fontane nel comune di Giove in provincia di Terni dopo una missione per colpire un ponte ferroviario ad Attigliano.
Nell’impatto morirono cinque aviatori americani mentre gli altri due si paracadutarono: uno venne preso dai tedeschi mentre l’altro evase alla cattura.
Un B-25 in volo
A precipitare in quel lontano giorno di 79 anni fa fu il bimotore americano B-25 Mitchell con serial number 42-64655 appartenente al 488esimo Bomb Squadron del 321esimo Bomb Group.
L’equipaggio era così composto: capitano Weymouth Crowell (pilota), secondo tenente Floyd A. Elliot (copilota), primo tenente William S. Hough (navigatore), primo tenente Alfred W. Kreutz (puntatore), sergente Joe M. Johnson (motorista), sergente Charles W. Doss (radiotelegrafista) e il sergente Herbert J. Graham (mitragliere).
Il B-25 era un bombardiere bimotore sviluppato dall’azienda americana North American Aviation che poteva portare oltre 1300 chili di ordigni.
L’indagine storica di Michele Mari e Raniero Pedica è iniziata dalla testimonianza di Mario Capati che nel 1944 in una grotta in località Montepiumone, tra Vitorchiano e Grotte Santo Stefano, in piena seconda guerra mondiale, insieme al fratello Felice, aiutò due soldati inglesi e due aviatori americani che si erano paracadutati dai loro aerei: Charles Ringler e William S. Hough.
Giove – Alcuni resti del B-25 rinvenuti
A comprovare l’aiuto offerto Raniero Pedica ha ritrovato, con la collaborazione di Pietro Bettati, nell’archivio nazionale americano alcuni attestati e documenti di gratitudine e riconoscimento per aiuto ai membri delle forze armate alleate rilasciati dal governo americano e inglese a Domenico Capati di Vitorchiano (padre di Mario e Felice) in quanto loro due erano minorenni all’epoca.
“Domenico Capati residente in Vitorchiano – si legge nel documento – dal febbraio 1944 ha sovvenzionato saltuariamente con vitto e qualche indumento quattro prigionieri evasi dal campo di concentramento e ciò fino alla data del 10 giugno, data in cui vennero rilevati dal comando alleato. I suddetti corrispondono a A, Neale, P. Hayler, Charles E. Ringler, William S. Hough”.
Michele Mari e Raniero Pedica hanno poi accertato che il mitragliere laterale Charles Ringler si era lanciato col paracadute da un bombardiere B-17 precipitato il 15 gennaio 1944 nel lago di Bolsena, mentre William S. Hough faceva parte dell’equipaggio del bombardiere medio B-25 che, secondo i rapporti militari americani, era precipitato il 17 aprile 1944 a Giove.
Giove – Alcuni resti del B-25
Quindi la ricerca si è focalizzata per capire dove fosse caduto il B-25 partendo proprio dal paese di Giove in provincia di Terni.
Qui, grazie alla collaborazione di Alvero Giuliani e Antonio Benigni, sono state ritrovate testimonianze dirette che confermavano l’abbattimento di un bombardiere americano a poche centinaia di metri dal paese colpito dalla contraerea tedesca il cui equipaggio rimase tutto ucciso in azione tranne due uomini che si paracadutarono: uno venne catturato dalle truppe tedesche mentre il secondo toccò terra in località Ospedaletti e venne poi aiutato da alcune famiglie locali ad eludere la cattura dei fascisti e dei tedeschi.
Inoltre, lo stesso Alvero Giuliani, diversi anni fa, recuperò in paese alcune parti dell’aereo.
Da questa informazione il team di ricerca è riuscito a ritrovare l’esatto luogo del crash dell’aereo e sono stati rinvenuti alcuni frammenti del velivolo.
Un B-25
Grazie ad alcuni codici ritrovati nei resti del velivolo, Michele Mari è riuscito a risalire all’aereo che precipitò a Giove: si trattava di un bombardiere bimotore B-25 Mitchell americano.
Anche i frammenti recuperati anni fa da Alvero Giuliani confermavano il tipo di velivolo.
Dopo l’analisi dei rapporti militari americani, che riportavano proprio un B-25 precipitato a Giove il 17 aprile 1944, abbattimento confermato dai documenti tedeschi, e viste le testimonianze d’epoca raccolte, non vi erano più dubbi: l’aereo del primo tenente William S. Hough, aviatore aiutato da Domenico Capati, era proprio il B-25 precipitato a Giove.
Giove – Alcuni resti del B-25 rinvenuti
Il bombardiere statunitense, con serial number 42-64655 appartenente al 57th Bombardment Wing, 488esimo Bomb Squadron del 321esimo Bomb Group, venne abbattuto dalla contraerea tedesca alle 10,30 del 17 aprile 1944 durante una missione per colpire un ponte ferroviario ad Attigliano.
Il rapporto di perdita (Macr), cioè il documento del mancato rientro alla base dell’aereo, era il numero 4193.
La tomba di Weymouth Crowell e Alfred Kreutz (www.findagrave.com)
Nell’impatto morirono cinque aviatori americani: il capitano Weymouth Crowell (pilota), il primo tenente Alfred W. Kreutz (puntatore), il sergente Joe M. Johnson (motorista), il sergente Charles W. Doss (radiotelegrafista) e il sergente Herbert J. Graham (mitragliere).
Il secondo tenente Floyd A. Elliot (copilota), catturato dalle truppe tedesche poco dopo il suo atterraggio, dopo essere stato interrogato e tenuto in isolamento per tre giorni, venne caricato su un carro bestiame insieme ad altri prigionieri americani con destinazione Stalag Luft 3, campo di prigionia in Germania. Riuscì a sopravvivere e dopo 378 di prigionia a tornare negli Stati Uniti a guerra finita.
Floyd Elliot (www.findagrave.com)
Invece il primo tenente William S. Hough (navigatore) riuscì a eludere alla cattura e venne aiutato da diverse famiglie italiane nelle provincie di Terni e Viterbo prima di rientrare nelle fila alleate il 10 giugno 1944.
Grazie alla collaborazione tra Michele Mari e Agostino Alberti sono state raccolte ulteriori informazioni sull’equipaggio.
Il pilota Weymouth Crowell era nato a Los Angeles il 18 novembre 1918, morì a Giove all’età di 25 anni. Venne sepolto dapprima a Follonica, la salma rientrò nel 1949 negli Stati Uniti per essere poi inumata a San Bruno in California nel cimitero Golden Gate National Cemetery.
Il sergente Joe M. Johnson era nato il 1 luglio 1921, morì a Giove all’età di 22 anni; riposa nel cimitero di Kopperl in Texas.
Alfred Kreutz (www.findagrave.com)
Il primo tenente Alfred W. Kreutz era nato il 5 ottobre 1917 a Taft in California; è sepolto insieme al pilota Crowell a San Bruno in California.
Il sergente Charles W. Doss era nato il 21 novembre del 1911 in Texas ed è deceduto all’età di 32 anni. Riposa nel cimitero Faulkenberry a Groesbeck in Texas. Lasciò la moglie.
Charles Doss (www.findagrave.com)
Il sergente Herbert J. Graham era nato il 17 ottobre 1919, morì a soli 24 anni; è sepolto nel cimitero di Vandalia a Porterville in California.
La lapide di Herbert Graham (www.findagrave.com)
Il secondo tenente Floyd A. Elliot, nato il 5 novembre 1919 in Missouri, nel 1944 venne catturato dai tedeschi, ritornò dopo la guerra negli Stati Uniti dove divenne un veterinario. Fu insignito anche della medaglia del prigioniero di guerra per le azioni durante il conflitto.
Ecco a citazione della medaglia: “catturato dalle forze tedesche dopo che il suo aereo fu abbattuto il 17 aprile 1944 e fu tenuto prigioniero di guerra fino al suo ritorno sotto il controllo militare degli Stati Uniti alla fine delle ostilità nel maggio 1945”. Morì all’età di 86 anni in California.
Una ricerca che ha portato a dare un nome ai cinque giovani aviatori americani che morirono a Giove dopo una missione di combattimento sui cieli del centro Italia in piena seconda guerra mondiale.










