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Carabinieri eroi salvano ragazzina che si era gettata giù da un ponte a Bologna, due sono viterbesi

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Carabinieri eroi a Bologna - A sinistra l'appuntato scelto di Orte Francesco Cruciani, a destra il vicebrigadiere Mattia Ciaffoni

Carabinieri eroi a Bologna – A sinistra l’appuntato scelto di Orte Francesco Cruciani, a destra il vicebrigadiere Mattia Ciaffoni


Bologna – Carabinieri eroi salvano la vita a una quindicenne che si era buttata da un ponte in provincia di Bologna, tra loro due viterbesi.

Sono l’appuntato scelto Francesco Cruciani di Orte e il comandante del nucleo radiomobile del comando provinciale di Bologna, il maggiore Alessio Perlorca originario di Viterbo. 

In un video diffuso dal comando provinciale carabinieri di Bologna, parlano i due militari che sabato mattina sono intervenuti per salvare la 15enne che si era gettata dal ponte Savena e il loro comandante.

A far scattare l’allarme era stato poco prima il padre della quindicenne  che, dpo averne geolocalizzato il telefonino, aveva trovato lo zaino della figlia vicino al ponte. Prima della chiamata, però, aveva geolocalizzato il telefonino della giovane. Invece di andare a scuola, si era recata al onte mandando un drammatico messaggio a un’amica: “Voglio farla finita”. 

“Abbiamo raggiunto la ragazza a nuoto e, poiché sembrava entrare in ipotermia, l’abbiamo riscaldata, proteggendola col nostro corpo”, raccontano l’appuntato Francesco Cruciani e il vicebrigadiere Mattia Ciaffoni, che la mattina del 23 settembre insieme ai vigili del fuoco le hanno salvato la vita in via Dozza, al confine tra i comuni di Bologna e San Lazzaro.


Carabinieri eroi a Bologna - il comandante viterbese del nucleo radiomobile, maggiore Alessio Perlorca

Carabinieri eroi a Bologna – Il comandante viterbese del nucleo radiomobile, maggiore Alessio Perlorca


“La velocità di intervento della pattuglia è stata determinante – sottolinea il maggiore Alessio Perlorca – i cittadini sanno che possono contare sui carabinieri e noi siamo orgogliosi di aver salvato una vita umana”.

“Giunti immediatamente sul posto abbiamo trovato il papà che, disperato, ci riferiva che la giovane si era appena lanciata. Dal ponte non riuscivamo a scorgere la ragazza, quindi abbiamo utilizzato un sentiero adiacente che portava fino alla riva del fiume. Da lì abbiamo visto la ragazza completamente immersa nell’acqua con solo la testa fuori, aggrappata a un masso”, prosegue il racconto dei due militari eroi.

“Siamo entrati in acqua, abbiamo nuotato per una trentina di metri fino a raggiungerla. A quel punto abbiamo tentato di tirarla fuori dall’acqua senza riuscirci, in quanto la giovane lamentava forti dolori alla gamba, dove aveva una vistosa ferita, al torace e alle spalle. In qualche modo, comunque, per attutirne il freddo che la stava avvolgendo, poiché sembrava quasi entrare in ipotermia, l’abbiamo portata leggermente fuori dall’acqua in attesa dell’arrivo dei soccorritori e dei sommozzatori per trasportarla a riva. Nel frattempo con l’utilizzo del nostro corpo, l’abbiamo riscaldata”.

Silvana Cortignani

 

 

 


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