Viterbo – Un ultimo abbraccio ai figli, un bacio alle mogli, un’ultima sistemata alla fascia rossa e al fazzoletto bianco. Ci siamo. I facchini sono pronti per il trionfale trasporto di Gloria per le vie della città. L’ultimo trasporto di una macchina che per anni ha fatto emozionare e che tanto è piaciuta ai viterbesi.
Santa Rosa – Viterbo – I facchini in ritiro nel boschetto dei frati Cappuccini 2023 – La corsa
Sono qui, nel boschetto dei frati Cappuccini per l’abituale raduno. Un momento topico in cui il capofacchino Sandro Rossi, rivolge le parole più belle e incoraggianti ai suoi uomini. A pochi istanti dalla più bella e significativa fatica di portare Gloria e santa Rosa di fronte alla basilica.
Qui i facchini sono arrivati passando porta della Verità e percorrendo la salita che porta al convento, correndo, accompagnati dalla marcia dei bersaglieri. Qui, insieme a mogli, fidanzate e figli trascorrono gli ultimi momenti prima di andare a San Sisto.
Santa Rosa – Viterbo – I facchini in ritiro nel boschetto dei frati Cappuccini 2023
Ma i loro occhi sono tutti puntati verso il capofacchino Sandro Rossi per il tradizionale discorso prima del trasporto. Momenti in cui incoraggiamento, fede, gioia e adrenalina si fondono insieme per dare vita alla manifestazione più amata dai viterbesi.
Sandro Rossi
“Ci affidiamo al capofacchino affinché Rosa arrivi al santuario, siete meravigliosi – sono le parole del presidente del Sodalizio Massimo Mecarini -. Facciamo vedere a tutta Viterbo quello di cui siete capaci”.
“Siamo a ripetere il miracolo – dice il capofacchino Rossi ai facchini -. L’amore per Santa Rosa è dentro di noi e siamo stati scelti e illuminati per fare questo, qualcosa di magico e meraviglioso.
Tanti ragazzi hanno dormito all’aperto per vedere il trasporto, pensate dove è arrivata la fede per Santa Rosa. Portiamo la gioia a tutti coloro che ne cercano un po’- continua tra le lacrime -. Regaliamo al pubblico questa speranza che la vita ci dà, speranza nonostante tutto. La rabbia che avete per le cose brutte tiratele fuori alzando la macchina facendola schizzare al cielo, trasformiamo la rabbia in amore”.
Il momento è arrivato. Bisogna salutare i parenti per raggiungere San Sisto. Carichi e con la fede nel cuore. Sulle note di Quella sera del 3, percorrono a ritroso tutto il percorso del trasporto della macchina di santa Rosa, salutando il loro pubblico per poi prepararsi al grande “Sollevate e fermi”.
Elisa Cappelli





