Carcere, una cella
Teramo – Un detenuto albanese di 40 anni, con una lunga pena da scontare per reati legati al traffico di stupefacenti, è evasa all’alba dal carcere di Teramo. Ha tagliato le sbarre della finestra e si è calato giù facendo perdere le proprie tracce, come nei film.
La fuga è stata scoperta solo la mattina. Secondo una prima ricostruzione, fondamentale per la riuscita della fuga potrebbe essere stata la consegna al detenuto di strumenti con un drone. È proprio per chiarire questo aspetto che gli inquirenti stanno ora visionando le registrazioni di tutte le telecamere del penitenziario di Teramo.
“Se fosse confermata la versione che vede l’utilizzo di un drone per l’evasione di questa notte, ci troveremmo di fronte ancora una volta alla prova evidente del ritardo tecnologico con cui la polizia penitenziaria è costretta a lavorare per garantire la sicurezza delle carcere italiane – ha commentato Mirko Manna di Fp Cgil polizia penitenziaria -. Il mix devastante di carenza di personale e mancato adeguamento delle tecnologie, sta creando un confronto impari tra chi ha commesso reati e la polizia penitenziaria che ha il compito di garantire l’espiazione della pene più gravi nelle carceri.”
“Il ritardo non è solo tecnologico – ha concluso Manna -, ma anche di attenzioni da parte del governo che continua a propagandare miglioramenti citando l’acquisto per la polizia penitenziaria di manganelli, scudi e guanti antitaglio, mentre armi, droga e strumenti per evasioni arrivano con i droni”.
