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“Dies Natalis, la sfida sarà vederla sfilare nelle vie più strette…”

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Viterbo – Con Dies Natalis, Raffaele Ascenzi torna alla tradizione, ai campanili che camminano. Una rottura rispetto alle ultime otto Macchine di santa Rosa. A partire dalla santa all’interno dell’architettura e non in cima. “Per noi – dice Ascenzi – era tradizione vederla lì. Ma non è la tradizione. Ci sono 80 modelli che dicono altro”. Dies Natalis ha una mole importante, a parità di peso: “Sarà una sfida passare tra le vie più strette. Le misure ci sono ma servirà attenzione”. Come sarà la nuova macchina, una sorpresa “rivoluzionaria”, il pensiero sugli altri modelli in gara e l’emozione dell’addio a Gloria, anche se Ascenzi spera che non sarà un addio


Viterbo - Teatro dell’Unione - La presentazione di Dies Natalis - Raffaele Ascenzi

Raffaele Ascenzi all’Unione


Quando ha maturato l’idea di progettare una Macchina di Santa Rosa che è una rottura rispetto alle ultime otto?
“Già lo scorso anno – spiega Raffaele Ascenzi – rispondendo a domande dei giornalisti sul prossimo progetto. Due erano gli indirizzi, proseguire sulla strada degli ultimi settant’anni o una sterzata su cui meditavo da un po’ di tempo e che chiude per almeno cinque anni la linea di progettazione che era stata individuata per primo da Zucchi e portata avanti da altre sette macchine, due delle quali mie. Con Dies Natalis, invece, forse anche per un fatto di maturità e crescita personale, ho capito che rivalutare la storia con i mezzi attuali era una sfida molto importante”.

A cominciare dalle dimensioni. La macchina s’ispira a quelle del passato, ma non sarà della stessa altezza, bensì in linea con le precedenti, da Gloria andando indietro?
“Da 15 metri si arriva ai 30 nostri, 28 più i due dei facchini. E stata la prima difficoltà. Trasformare questo campanile, con un volume insolito rispetto a quello cui eravamo abituati. Persone della mia età, ma anche settantenni, non ricordano macchine e lo dico tra virgolette, stile Papini, a pianta quadrata che salivano come dei campanili, con la santa all’interno dell’architettura”.

Proprio la collocazione di santa Rosa è la differenza più evidente. Come mai?
“Dovremo farci l’occhio. Siamo abituati, ripeto, a vederla in cima alla torre. Per noi è tradizione. Ma la tradizione non è questa e ci sono 80 modelli che ci dicono altro. La storia ha origini molto antiche. Tutti progettisti, oltre a Papini, hanno lavorato su modelli che non erano quelli delle ultime otto macchine. Era il campanile che camminava”.

La santa è presente lungo Dies Natalis, in un vero e proprio racconto.
“La macchina, dal nome stesso, Dies Natalis, rievoca il giorno in cui Rosa è morta, ma per tutti noi è il giorno in cui Rosa nasce in Cristo, la nuova vita spirituale e che noi rievochiamo da quando abbiano iniziato a fare i trasporti. È una macchina storica che vuole collegarsi a un passato non recente, ma continuare quel discorso. Diamo anche la possibilità ai viterbesi di vedere coi propri occhi quello che i loro nonni hanno visto per le strade di Viterbo fino a metà del Novecento”.

In scala molto più grande.
“Sì, con tecnologie di oggi che ci aiuteranno a costruire una macchina assolutamente perfetta e che soprattutto abbia i canoni di quelle più contemporanee. Sarà ricca di dettagli che potranno essere migliorati nel tempo”.

Ha pensato a qualcosa che come per Gloria possa coinvolgere in prima persona i cittadini, come lo è stato per i nomi dei propri cari sulla macchina o le intenzioni?
“Ho in mente qualcosa assolutamente di rivoluzionario per aprire a tutti ciò che finora lo è per pochissimi. Ma non la posso dire, è presto. Poi penso che continueremo con le preghiere all’interno, ho iniziato con Gloria e credo che andremo avanti”.

Invece delle luci possiamo parlare. Pure qui, novità ce ne sono, giusto?
“Tutte le statue che sono all’interno del corpo centrale saranno rivestite con una patina argentea, un argento antico. Pure il tunnel centrale sarà rivestito con materiale metallico. Quello che accompagna l’ascesa al cielo di Rosa sarà ricoperto da tanti fogli di alluminio accartocciato, a simboleggiare anche il trasferimento delle preghiere. Brilleranno, avendo una retroilluminazione, in modo molto particolare”.

All’Unione, il vicepresidente del Sodalizio Facchini di Santa Rosa Luigi Aspromonte si è detto dispiaciuto di non poterla portare, mostrando un forte apprezzamento. Essendo una Macchina voluminosa, cambia qualcosa per i facchini e nel trasporto?
“La gioia del facchino, che io ho vissuto trasportando quattro macchine, è di trovarsi di fronte a una mole anche visivamente impegnativa. Il peso sarà sempre quello, ma c’è un peso reale e uno visivo e questo amplifica lo spettacolo del trasporto, rendendolo più emozionante. Sarà una sfida passare per le vie del centro. Ho effettuato rilievi con altri tecnici e con strumentazioni importanti per capire se nei punti più stretti la macchina ci passa”.

E ci passa?
“Le misure ci sono, ma dovrà essere attento pure il capofacchino nei punti più impegnativi, rallentando, dove le gronde sono abbastanza vicine alla macchina”.

Ha avuto modo di dare un’occhiata agli altri progetti che hanno partecipato al concorso d’idee e cosa ne pensa?
“Ho visto la macchina dell’amico Telari, composta, bella e armoniosa. Poi ho guardato con incredibile affetto quella di Alfiero Antonini, l’architetto che aveva disegnato con Ioppolo Armonia Celeste, la mia prima macchina. Lui sfiora i 90 anni, se non li ha raggiunti, si è cimentato di nuovo in un progetto e ho visto il suo lavoro con grande sentimento d’amicizia e affetto. Anche Angelo Russo e la sua macchina molto delicata. Vagamente ricorda il suo primo lavoro che abbiamo trasportato con grande enfasi. Pure il secondo classificato, Di Prospero. Ha rivisitato il suo modello. Arrivare secondo è comunque un riconoscimento. È stato poco fortunato, per tre volte non ha raggiunto la vittoria, ma ci arriva molto vicino. Magari il prossimo concorso potrebbe essere il suo, essendo molto giovane. Ma pure gli amici colleghi Giacomini e Fochetti, ho trovato interessante il loro progetto. Un’espressione contemporanea della struttura, un’idea che può essere sviluppata in futuro”.

L’altro giorno l’ultimo saluto a Gloria. Com’è stato?
“Sono molto legato a Gloria e il ricordo che ho è forte. Ha toccato ogni lato più intimo dei miei pensieri, sapevo che questo giorno sarebbe arrivato. Mi ero preparato, tra l’altro questo momento si è allontanato per altri 4 anni, due dei quali con la pandemia. Ho avuto più tempo. Ero molto emozionato quando ho visto la statua scendere. Tuttavia, sono certo che non è stata l’ultima volta in cui l’abbiamo vista. Sarà sicuramente esposta in altre occasioni, ritengo che meriti di non finire la sua vita dentro un magazzino, ma in un luogo dove poterla osservare più a lungo”.

Una macchina particolarmente amata dai viterbesi.
“Sento spesso dire che dopo Volo d’Angeli è quella che ha lasciato di più alla città e ovviamente questo mi riempie di orgoglio. Siamo tutti legati affettivamente a quella macchina, fra i capolavori per la storia che ha avuto e Gloria ha avuto una bella storia, coinvolgendo nell’intimo le persone e questo è ciò che una macchina deve fare”.

Adesso è impegnato nel concludere il bozzetto. Quanto tempo occorrerà per realizzare Dies Natalis?
“È una macchina che ha bisogno di almeno sei mesi. Il fatto inedito del concorso d’estate ha concesso, io credo, almeno quattro mesi in più al costruttore per svolgere il suo compito. Adesso ho alcuni giorni per completare il modellino scala 1 a 20. Fa parte ancora della prima fase, che si chiude con la consegna. Poi viene affidato l’incarico per la progettazione esecutiva che dura 45 giorni. Posso farlo anche prima, però il tempo limite è quello. Quindi, il comune bandisce la gara per costruirla, a livello europeo, può partecipare chiunque”.

Il vicepresidente del Sodalizio Aspromonte l’ha definita, in un impeto d’affetto, architetto “santarosaro”. Le piace?
“Lo guardo con simpatia perché è stato coniato da persone che mi vogliono bene. Ci sta tutto”.

Giuseppe Ferlicca


La nuova macchina di Santa Rosa: Dies Natalis

Dies Natalis


 


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