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Ecco Dies Natalis, la nuova macchina di Santa Rosa

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Viterbo – Ecco Dies Natalis, la macchina di Santa Rosa che sfilerà per le vie del centro storico dal 2024 al 2028. La macchina di Raffaele Ascenzi, l’ideatore. Oggi pomeriggio al teatro dell’Unione la presentazione, dopo giorni d’attesa. Dal giorno in cui, nella sala d’Ercole di palazzo dei Priori, quella del consiglio comunale, la commissione ne ha decretato la vittoria.


La nuova macchina di Santa Rosa: Dies Natalis

Dies Natalis


Annuncio, quello della vittoria di Ascenzi, accompagnato da un boato, quello degli applausi che hanno sottolineato non che la città se l’aspettava, che fosse ancora Ascenzi, ma che lo voleva. Perché Gloria, l’ultima macchina dell’architetto di piazza del Gesù, è veramente piaciuta a tutti. Al punto da rimpiangerla prima ancora che con lo smontaggio faccia veramente il suo tempo. Fino al punto da immaginarla all’interno di una teca a San Sisto o di un museo dedicato alle macchine, ad accompagnare quelle che saranno in futuro. A partire da Dies Natalis.

A presentare la serata di Dies Natalis, l’assessore alla cultura Alfonso Antoniozzi. Sul palco anche il musicista Piero Salvatori, sua la colonna sonora del filmato che ha raccontato la macchina di Ascenzi.

“Una macchina molto voluminosa che riempirà tutta la via – ha spiegato Raffaele Ascenzi -. Ci vorranno almeno 6 mesi per costruirla. Dies Natalis non valuta solo la storia recente, ma si fonda su un’attenta analisi di tutti i modelli che hanno contribuito a raggiungere il riconoscimento Unesco del 2013”.

“La sfida di questa macchina – ha poi proseguito l’ideatore – è arrivare ai limiti di altezza consentiti raddoppiando le dimensioni delle strutture ottocentesche grazie alle più attuali tecniche costruttive, mantenendo le armonie e la ricerca del dettaglio dello stile barocco delle macchine devozionali. Il progetto racconta poi una storia proponendo a tre livelli ascenzionali il giorno in cui la santa ha raggiunto la vita eterna”.


Dies Natalis

Dies Natalis


Oggi si volta pagina. Oggi è Dies Natalis. La terza macchina di Raffaele Ascenzi, passando per Ali di luce e Gloria. Dies Natalis Solis Invicti. Passando anche, nel 2007, per un’impresa che ha fatto scuola, come quella di assemblare di nuovo Ali di luce fuori dall’impalcatura a causa di una tromba d’aria che l’aveva fatta adagiare sul campanile cinquecentesco della chiesa di porta Romana.


Dies Natalis

Dies Natalis


Ad accogliere poi la nuova macchina di Santa Rosa ci sono tutti, dal Sodalizio dei facchini all’amministrazione comunale con a capo la sindaca Chiara Frontini fino a tutta la società civile, politica, istituzionale cittadina e non solo. Tra il pubblico ci sono anche la sindaca Chiara Frontini, il presidente e vice presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, rispettivamente Massimo Mecarini e Luigi Aspromonte e Luca De Risi dell’Unesco.

“La macchina è un racconto nel racconto – ha sottolineato Antoniozzi -. Il racconto del perché il tre settembre in città succede tutto ciò che si vede.

“Una macchina emozionante – ha commentato Aspromonte – che ci accompagnerà al Giubileo. Ascenzi e’ stato prima un grande facchino, poi grande architetto santarosaro”.

“Raffaele Ascenzi ha fatto uno spettacolo – ha aggiunto De Risi – Dire che è bellissima è dire poco”.


Dies Natalis  – Sogno di Rosa e Metamorfosi


Il teatro voluto dall’unione degli imprenditori viterbesi nella seconda metà dell’ottocento è pieno di gente. Ascenzi è in prima fila a godersi quella che non è soltanto la vittoria di un concorso, il più importante per la città, ma un vero e proprio trionfo. Tre macchine fanno di un architetto che entra a pieno titolo nella secolare storia di Viterbo. Titolo conquistato sul campo.

“Su questa macchina c’è tutto – ha concluso la serata Frontini – la città, il Sodalizio, il Giubileo. La macchina racconta la storia di un popolo che torna ad essere orgoglioso di se stesso. Una macchina dove anche Rosa guarda in alto, così come in alto deve puntare la città di Viterbo. È la macchina di tante sfide, all’altezza di una città che vuole volare. Una macchina che porterà Viterbo nel mondo. E questa sarà una delle sfide più belle”.

Daniele Camilli


Le macchine che non hanno vinto

Alessio Patalocco Macchina Il sogno di Rosa. Partecipa con Gianluca Di Prospero.

Alfredo Giacomini. Macchina Metamorfosi.

Alessandro Pettinelli Macchina Rosa virtuosa. Partecipa con Michele Telari.

Francesco Precetti Macchina Fulgur fidelis.

Mauro Loreti. Macchina Caritas. Esclusa.

Cristian Ciucciarelli Macchina Alba di pace.

Alessandro Talenti, Fiamma di Fede.

Ascanio Ciarletti. Macchina Veliero Celeste. 

Paolo Marcoaldi, macchina Speranza e pace. Coincide con la scritta, esclusa.

Stefano Moscini. Macchina Luce universale. Coincide con la scritta alla base della macchina, quindi è esclusa.

Marco Antonicelli Macchina La luce che scalda i cuori e ispira l’anima

Alessia Bertini e Michelle Kessler Eterea danza. Esclusa.

Eugenia Benelli. Macchina Spes fonte di speranza. La scritta riportata anche alla base della macchina ed è esclusa.

La commissione è stata presieduta da Loriana Vittori, architetto e composta dal presidente dell’ordine degli architetti della provincia di Viterbo, Giorgio Saraconi, dall’ingegnere Lorenzo Ranucci per l’ordine degli ingegneri della provincia di Viterbo, dall’architetto nonché soprintendenteMargherita Eichberg,designata dalla Commissione nazionale italiana per l’Unesco, dal presidente Massimo Mecarini per il Sodalizio dei facchini di santa Rosa e da Michela Cecchini, segretario verbalizzante.


Per eventuali precisazioni inviare un’email a redazione@tusciaweb.it.


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