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La figlia del netturbino stupratore difende il padre: “È sempre stato pieno di donne, ci sono donne malate”

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Ubaldo Manuali

Ubaldo Manuali, arrestato per violenza sessuale plurima e diffusione illecita di immagini a contenuto sessuale esplicito


Viterbo – (sil.co.) – “Uno che piace, è sempre stato pieno di donne”. Così a Mattino Cinque, senza fare complimenti, ha parlato la figlia del bell’Ubaldo, che ha rincarato la dose aggiungendo “ci sono donne malate”. A incastrarlo, intanto, ci sarebbe anche il test del Dna effettuato dalla polizia scientifica il giorno dell’arresto.

È il solito Ubaldo Manuali, il netturbino romano di 59 anni, operatore ecologico a Riano, arrestato il 12 settembre per avere narcotizzato violentato e filmato tre donne conosciute in chat, tra le quali una quarantenne di Capranica, sedotta senza saperlo a settembre dell’anno scorso dal sedicente tombeur de femmes, come si vantava mostrando i video agli amici, ma in realtà “operativo” su donne stordite usate alla stregua di bambole di gomma.

“Mio padre è sempre piaciuto, non aveva bisogno di fare certe cose”, ha proseguito la figlia, andando in tivvù ma parlando con voce camuffata, durante la puntata di ieri della trasmissione. 

Tornando invece alle indagini coordinate dal pm Michele Adragna della procura della repubblica di Viterbo, cui il caso è arrivato da Tivoli per competenza territoriale, sono tuttora in corso perché si sospetta ci siano altre vittime.

Il “piacione” che si sarebbe vantato di assomigliare a Keanu Reeves, nel frattempo come è noto ha ottenuto i domiciliari. Il 18 settembre, dopo quasi una settimana a Regina Coeli, su istanza del difensore Tiziana Ronchetti in seguito all’interrogatorio di garanzia, che si è tenuto venerdì davanti al gip del tribunale di Viterbo, durante il quale il netturbino avrebbe parlato di rapporti consenzienti con le presunte vittime.

Uscito dal carcere romano dopo pochi giorni, Manuali avrebbe eletto domicilio sul litorale laziale, per la precisione a Cerveteri, dove sarebbe cresciuto e dove ancora vivono alcuni parenti. Sul citofono di un palazzo farebbe mostra di sé una targhetta con nome e cognome, la cui foto è rimbalzata ieri su tutti i social, anche se del suo non rappresenta una prova.

Contestualmente all’arresto a Roma Casilino, casa dell’ultima conquista, gli uomini della polizia scientifica di Roma hanno effettuato un prelievo e test del Dna. confrontato con i vari reperti sequestrati nel corso dell’indagine, rafforzando ulteriormente il quadro probatorio dal quale emerge la sua responsabilità.

La figlia ha approfittato della sua apparizione a Mattino Cinque per difendere a spada tratta il genitore. “Papà – ha detto – è stato accusato di aver drogato queste donne, ma mio padre non avrebbe mai fatto una cosa del genere, ripeto non avrebbe avuto bisogno di farlo. Con chiunque lui sia andato a letto sono sempre state consenzienti. Sempre, sempre. Per fare una cosa del genere, non so chi devi essere. Io vi posso assicurare che non è così”.

E ancora: “Anche io sono una donna e sono scioccata per questo, perché comunque mio padre adesso sta veramente dappertutto e io sono sconvolta però io so chi è realmente mio padre e basta questo non ha bisogno assolutamente di fare queste cose, non gli sono mai mancate le donne. Anche per questo si è separato da mia madre, perché è sempre stato un uomo che è sempre piaciuto”.

I reati sarebbero stati commessi a Capranica, Riano e Mazzano Romano, nel periodo compreso tra settembre 2022 e gennaio 2023, ai danni di tre diverse donne. 

Dopo accurate indagini gli investigatori sarebbero riusciti a individuare l’uomo e nel corso di una perquisizione delegata hanno sequestrato una confezione di farmaco sedativo ipnotico e lo smartphone. Sul telefono cellulare erano presenti le immagini di tre diverse donne inermi mentre subivano violenze sessuali. Alcune di queste immagini erano state inviate dall’indagato ai propri amici e commentate con tono ironico e sprezzante. 

Presenti le conversazioni con le vittime durante le quali Manuali avrebbe fornito improbabili spiegazioni alle donne, che non ricordavano nulla dei rapporti sessuali. 


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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