- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Gesto condannabile ma le narrazioni non creino un immeritato banco degli imputati”

Condividi la notizia:


Castiglione in Teverina - Lo schiaffo del maresciallo ripreso dalla telecamera

Castiglione in Teverina – Lo schiaffo del maresciallo ripreso dalla telecamera

Castiglione in Teverina - Leonardo Zannini

Castiglione in Teverina – Leonardo Zannini

Castiglione in Teverina – Riceviamo e pubblichiamo – Quanto sta circolando in rete e viene narrato in questi giorni in relazione a ciò che è accaduto lo scorso agosto a Castiglione in Teverina non rispecchia completamente la realtà

Apparentemente ciò che si vede sembrerebbe l’ennesimo abuso di potere nei confronti di un indifeso. Certamente il gesto è condannabile, non si esercita violenza come metodo punitivo o coercitivo. Ma quando si ha il compito di narrare, lo si deve fare con cognizione, coscienza e conoscenza altrimenti si rischia di innescare un meccanismo minatorio nei confronti della sicurezza pubblica.

Il maresciallo Ceccarelli sono anni che è in servizio egregiamente nella locale stazione dei carabinieri di Castiglione in Teverina, e conosce tutti: conosce gioie e dolori di quasi tutta la popolazione che in questo periodo assiste sgomenta e incredula a quanto si sta verificando. Ho avuto modo di leggere e sentire in questi giorni dalla quasi totalità dei nostri concittadini messaggi di vicinanza e supporto al maresciallo Ceccarelli che ci ha sempre assistito e supportato in ogni occasione comprendendo anche quello che può sembrare incomprensibile agli occhi dei più. Non può essere che un gesto del genere, forse dettato dall’ esasperazione di ripetuti atteggiamenti, possa cancellare lustri di servizio impeccabile. Quando si narra un fatto, seppur condannabile nel mero gesto, bisognerebbe approfondire. Non è questo un tentativo di giustificazione, ma semplicemente il desiderio di far comprendere. Quando si descrive banalmente che la motivazione è “il volume della musica alto”, probabilmente dietro c’è dell’altro; verosimilmente quella che viene descritta come la paura di tornare a casa forse potrebbe coincidere con quella di chi nei dintorni più volte ha esitato ad uscire chiedendo aiuto allo stesso maresciallo che oggi viene messo alla gogna.

La coercizione e la sopraffazione non vanno bene, in ogni caso, ma non facciamo in modo che le narrazioni creino in primis un immeritato banco degli imputati e in seguito facciano apparire una realtà distorta, tanto le sedi opportune stabiliranno quanto di più giusto. Tuttavia, sarebbe utile descrivere tutte le campane, nessuno ha bisogno di creare odio oltremodo di fronte alla parzialità.

Ci auguriamo che la situazione si risolva nel più breve tempo possibile e che si continui a rendere merito a quanto è stato svolto in anni di carriera.

Leonardo Zannini
Sindaco di Castiglione in Teverina


Signor sindaco, nessuno vuole mettere alla gogna nessuno e nessuno vuole giudicare una persone e la sua vita. Ma anche il migliore degli uomini può sbagliare e aver torto. Ha sbagliato san Pietro e glielo fece notare san Paolo, nel contrasto di Antiochia (Galati 2,11-14). E Pietro in realtà sbagliò più volte. Una volta mentì addirittura tre volte prima che il gallo cantasse.

Ciò che è stato fatto è semplicemente dare la notizia di una denuncia basata su dei video. In questo consiste il nostro lavoro, che lei, come tanti altri, ci spiega.

Alle base di tutto c’è l’idea, forse per lei strana, che viviamo in uno stato di diritto e non c’è nessuno al di sopra della legge. Se si deroga da questo principio, sì che si innesca un “meccanismo minatorio nei confronti della sicurezza pubblica”. Innesca questo meccanismo chi vuol mettere tra parentesi lo stato di diritto e non chi fa cronaca. Che, per lei sarà una novità, non può che essere parziale. Per ragioni logico-filosofiche, che non sto qui a spiegarle. Le dirò: anche la sua ricostruzione è parziale e per giunta non senza imprecisioni. Alcune cose da noi non sono mai state scritte.

Sui fatti descritti dalla denuncia non possiamo sindacare né io né lei,  sul piano legale. È stata aperta una indagine da parte della magistratura e tutto dovrà fare il suo corso. 

Una cosa appare certa: c’è stato uno schiaffo e una persona è stata portata in caserma, non si conosce a quale titolo, per ora. 

Ora la magistratura dovrà chiarire se ci sono e quali sono eventuali risvolti penali. Ma in uno stato di diritto, chi indossa una divisa non può in nessun caso derogare dalla legge. Farebbe un cattivo servizio alla comunità e al corpo delle forze dell’ordine di cui fa parte. E fa un cattivo servizio ai carabinieri chi difende certi comportamenti. Nessuno come chi scrive ha chiaro il valore dei carabinieri e proprio per questo va distinto comportamento da comportamento. Falcone raccomandava il massimo rigore nell’interesse della giustizia alle forze dell’ordine affermando più o meno “ogni volta che prendiamo un mafioso, sospetto o conclamato, la prima cosa che dobbiamo fare è garantire che non gli sia torto un capello”. Qui non stiamo parlando di Totò Riina, ma perfino con lui non sarebbe stato ammesso uno schiaffo. Ci mancherebbe. Lo stato esercita la forza, ma all’interno di un preciso perimetro di leggi e regole.

Infine le facciamo notare che nei nostri articoli abbiamo sentito anche l’altra campana come dice lei. Sentendo l’avvocato del maresciallo a più riprese. E se il maresciallo volesse parlare siamo a disposizione. Tutto, insomma secondo le regole deontologiche del giornalismo. Nessuna creazione di un “immeritato banco degli imputati” e di “realtà distorta”. Solo descrizione dei fatti, come sempre.

E la prova di tutto questo è che la notizia è stata trattata da giornalisti di tutte le maggiori testate nazionali e perfino straniere allo stesso modo. Segno inoltre che il caso è veramente significativo da tutti i punti di vista.

Mi lasci dire infine che prima di dar lezioni sul lavoro degli altri, bisognerebbe esser certi di rappresentare le istituzioni in modo adeguato. Le istituzioni di uno stato di diritto. Le istituzioni che tutte si basano sulla costituzione.

Carlo Galeotti


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Articoli: Trentenne schiaffeggiato da maresciallo: “In un video un carabiniere che scatta foto sotto casa mia”  Trentenne schiaffeggiato da un carabiniere, il maresciallo: “Le indagini chiariranno tutto” – “Non vogliamo temere chi rappresenta le istituzioni o chi dovrebbe tutelare i nostri diritti…” – Il trentenne schiaffeggiato da carabiniere: “Dopo avermi percosso, mi ha costretto a seguirlo in caserma senza alcun motivo” – Schiaffeggiato da un carabiniere lo denuncia per lesioni e stalking


Condividi la notizia: