Viterbo – “Ieri sera per prima volta ho visto lo sforzo e la sofferenza”. Il vescovo Francesco Orazio Piazza torna al trasporto della Macchina di santa Rosa nell’omelia della messa di stamani alle 10,30 cui tradizionalmente partecipano le autorità.
Viterbo – Santa Rosa – La messa del 4 settembre
Per Gloria era l’ultimo passaggio, per il vescovo il primo cui assistiva. “Portare la macchina è bello – ricorda Piazza – ma bisogna capire che c’è sofferenza e fatica. Così come la vita, è complessa.
Una trama cosi complessa, per la quale tutto dipende da come entriamo in essa e con quali motivazioni. Col cuore integro, amando il bene bene e la giustizia, attento alle fragilità altrui”.
È l’esempio di santa Rosa, che Piazza ricorda. “Il suo punto di partenza è da posizioni e scelte di vita difficili, che diventano però risolutive di problemi e difficoltà. È la prospettiva di santa Rosa, dare volontà al cuore, con motivazioni forti in cui credere. Perché così non ci si ferma di fronte alle difficoltà”.
Sul piazzale, molte persone che di buon mattino sono venute a salutare Gloria. In chiesa, in prima fila tra gli altri la sindaca Chiara Frontini e il presidente della provincia Alessandro Romoli, con il consigliere regionale Daniele Sabatini e qualche fila indietro, l’ideatore di Gloria Raffaele Ascenzi e il presidente del Sodalizio facchini di santa Rosa Massimo Mecarini.
Giuseppe Ferlicca
Viterbo – Santa Rosa – La messa del 4 settembre



