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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo il pensiero di don Mario Brizi che, mercoledì 3 settembre per la visita dei facchini alla chiesa di santa Maria Nuova, aveva preparato un pensiero che, per l’esiguità del tempo disponibile, non ha potuto esprimere nella sua completezza – Carissimi facchini di santa Rosa,
benvenuti i questa chiesa che da quasi mille anni è legata profondamente alla vita religiosa e civile di Viterbo e nella quale sicuramente santa Rosa si è raccolta in preghiera anche se non era stata ancora rinvenuta l’icona del SS. Salvatore.
In considerazione della vostra forza fisica che mettete a disposizione di una secolare tradizione religiosa in onore della santa patrona della città, vorrei fare una considerazione: non solo nel passato, ma purtroppo anche oggi la forza fisica viene purtroppo utilizzata da alcuni per sopraffare, aggredire, violentare. Nel vostro caso il vigore del corpo, accompagnato da un alto ideale, è utilizzato per sollevare e trasportare un simbolo di fede, di fratellanza, di pace.
Il trasporto della macchina di santa Rosa oltre ad essere un movimento nello spazio della città – da San Sisto al santuario di Santa Rosa – è anche un movimento nel tempo, in quanto ogni anno è un passo avanti nel perpetuarsi della tradizione, è un anello che aggiungete alla lunga catena iniziata da chi ci ha preceduto.
Per questo la città non può non essere grata a tutti voi.
Don Mario Brizi
Parroco di Santa Maria Nuova
