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La cooperativa gli Aquiloni vince il premio Giornata europea delle fondazioni

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Barbara Paris e Luigi Pasqualetti

Barbara Paris e Luigi Pasqualetti


Viterbo – La cooperativa sociale gli Aquiloni vince il premio Giornata europea delle fondazioni della Carivit. A ritirarlo, la presidente della cooperativa Barbara Paris. A consegnarlo, il presidente della fondazione Carivit Luigi Pasqualetti.

Questa mattina, all’auditorium della fondazione, a Valle Faul Viterbo, la cerimonia in occasione dell’XI Giornata europea delle fondazioni. Giornata che ha visto un incontro dedicato al mondo del lavoro come chiave per favorire autodeterminazione e inclusione sociale. In particolar modo delle persone diversamente abili.


Orazio Francesco Piazza e Maria Grazia Mari

Orazio Francesco Piazza e Maria Grazia Mari


Gli Aquiloni hanno vinto il premio per il progetto Special Art che punta ad incrementare le opportunità di integrazione sociale e lavorativa dei ragazzi diversamente abili, 50 in tutto seguiti da 30 volontari. L’obiettivo è dare a chi ha partecipato al progetto le competenze per poter operare nei servizi di catering.

Un premio e 4 menzioni speciali ad altrettanti progetti. Una scelta, quest’ultima, voluta direttamente dalla fondazione presieduta da Pasqualetti.

Le menzioni sono andate ai progetti: L’ora di educazione emotiva nelle scuole dell’associazione Emotional training center, Dis-equilibri dell’associazione Eta beta, Phobos comics and game 2023 dell’associazione Phobos Tiziano Crocicchia e Dotazione di defibrillatori semiautomatici esterni della Croce rossa di Viterbo.


Francesca Burla e Pietro Nocchi

Francesca Burla e Pietro Nocchi


A presentare la giornata, il presidente dell’associazione Juppiter Salvatore Regoli. Tra il pubblico ci sono anche il prefetto Antonio Cananà, il vescovo Orazio Francesco Piazza, il segretario generale della fondazione Carivit Emanuel Fulvi, il vice presidente della provincia Pietro Nocchi, gli assessori comunali Elena Angiani, Patrizia Notaristefano e Silvio Franco, e Andrea Genovese dell’università degli studi della Tuscia. In collegamento video il figlio dell’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, Claudio Ciampi.

La Fondazione Carivit – ha detto Pasqualetti – è una risorsa importante per la comunità e per il territorio, attenta nel sostenere quei progetti e quelle idee di qualità, fondamentali per il benessere di ognuno di noi e volani di un’inclusione lavorativa, in special modo dei più fragili, e nel dare valore e attivare energie già presenti sul territorio, bisognose solo di un sostegno e di una visione comune, rendendole attrici protagoniste del cambiamento. Oggi diamo spazio e voce a 5 importanti realtà che operano per il raggiungimento di questi obiettivi”.

Un incontro, quello di questa mattina, che si inserisce nel programma di eventi che dal 25 settembre al 1° ottobre hanno come tema “Ci stiamo lavorando. Attiviamo le energie delle comunità”. Eventi promossi da Acri, Assifero e Fondazioni associate in occasione dell’undicesima Giornata europea delle fondazioni.


Riziero Crocicchia e Antonio Canana’

Riziero Crocicchia e Antonio Canana’


Un’iniziativa che coinvolge oltre 100 progetti di inclusione lavorativa promossi o sostenuti dalle Fondazioni in tutta Italia. L’iniziativa ha ricevuto inoltre il patrocinio Rai per la sostenibilità Esg.
Lavorare nella direzione dell’inclusione – ha sottolineato il vescovo Piazza – significa tracciare un sentiero. La fondazione Carivit riflette nella societa civile la sua energia. In questo territorio ci sono tantissime persone che credono in quello che fanno ed e’ fondamentale che si riconosca che si cresce come comunita’ facendo comunita’”.

“Le fondazioni – ha proseguito Nocchi – sono una realtà importante che arricchiscono la società in cui agiscono”.

L’obiettivo della Giornata è richiamare l’attenzione sulle tante iniziative diffuse nel Paese che mettono al centro il lavoro quale chiave per favorire l’autodeterminazione e l’inclusione sociale. Si tratta di progetti che favoriscono l’inserimento nel mondo del lavoro di persone in condizione di fragilità (Neet, donne, persone con disabilità, detenuti, migranti) e che affiancano giovani imprenditori Nell’apertura di start-up e imprese sociali.

Sono associazioni che spesso suppliscono alle attività delle istituzioni – ha commentato Cananà –. E per questo meritano stima e apprezzamento. Apprezzamento che va anche alla fondazione Carivit per la sua sensibilità al sostegno della fragilità sociale. Una fondazione che è una vera e propria risorsa per la comunità e il territorio”.

“Credo che il lavoro – ha poi evidenziato Angiani – sia il mezzo privilegiato per arrivare a una società inclusiva, per dare alle persone la possibilità di raggiungere i più alti livelli di autonomia possibile”.


Marco Sbocchia ed Elena Angiani

Marco Sbocchia ed Elena Angiani


Si stima che, ogni anno, le fondazioni mettano a disposizione complessivamente circa 50 milioni di euro a iniziative volte a favorire l’inclusione lavorativa, coinvolgendo oltre 30mila persone.
Il tasso di disoccupazione oggi in Italia (15-64 anni) è al 7,6%, quello di inattività – relativo alle persone che hanno smesso di cercare lavoro – è il 33,5%; questi dati relativi alle donne sono rispettivamente 8,7% e 42,7%. La disoccupazione giovanile (15-24 anni) è al 22,1%.

Nel Mezzogiorno i dati sono tutti peggiori: disoccupazione 13,9%, inattività 44,2%, femminile 16,1%, giovanile 35% (Istat, giugno 2023).

In questo scenario si innesta la frontiera dell’inclusione lavorativa, che riguarda tutti coloro che hanno difficoltà a entrare nel mondo del lavoro: le persone in condizione di fragilità, i giovani, le donne. In questo campo l’Italia è stato pioniere ed è ancora un paese ricchissimo di esperienze diffuse e capillari, realizzate dalle organizzazioni del Terzo settore.

Queste iniziative, in gran parte accompagnate o sostenute dalle Fondazioni, costituiscono sperimentazioni innovative, sostenibili e replicabili. Si tratta di un patrimonio da valorizzare che può ispirare politiche ampie e durature. “Ci stiamo lavorando” ha l’obiettivo di contribuire ad accendere una luce su alcune di queste esperienze e sul loro grande valore per il nostro paese.

Daniele Camilli


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