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Mattarella: “La scuola è la prima risposta al degrado, diffonde tra i giovani la cultura della legalità”

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Forlì – “La scuola è la prima e la più importante risposta al degrado. È la buona scuola lo strumento più efficace e prezioso di cui la repubblica dispone per creare e diffondere tra le giovani generazioni una cultura della legalità, della convivenza, del rispetto”. Così il presidente della repubblica Sergio Mattarella che questa mattina ha inaugurato il nuovo anno scolastico dall’istituto tecnico ‘Saffi-Alberti’ di Forlì.

Forlì - Il presidente Mattarella inaugura il nuovo anno scolastico

Forlì – Il presidente Mattarella inaugura il nuovo anno scolastico


Come il capo dello stato ha spiegato, la scelta quest’anno è ricaduta sulla Romagna per lanciare un messaggio di vicinanza alla popolazione “colpita a maggio scorso da una devastante alluvione, che ha causato vittime, distrutto abitazioni e aziende, allagato campi di coltivazione, sconvolgendo la vita di tante persone”. Presenti alla cerimonia anche il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara e la ministra del lavoro e delle politiche sociali Marina Elvira Calderone.

“La scuola italiana, nel suo complesso, è una grande realtà – ha commentato Mattarella -. Dispone di preziose energie. È ricca della passione, della cultura, della dedizione di insegnanti, dirigenti, personale addetto. Come ogni anno rammentiamo che non mancano problemi, lacune e insufficienze, spesso tamponate dall’impegno quotidiano del personale docente e non docente. Non sempre si riesce ad attribuire al sistema educativo risorse e investimenti adeguati. Ma cresce, in ogni ambiente, la consapevolezza del valore strategico della formazione: per la realizzazione personale dei ragazzi, per le loro future prospettive di lavoro, per l’acquisizione di una coscienza civile e democratica”. 

“Non c’è futuro individuale senza il sapere. Non ci può essere società libera e ordinata senza la scuola. L’inclusione è, quindi, un obiettivo di importanza decisiva. Molti passi sono stati fatti negli ultimi decenni per i giovani portatori di disabilità, grazie anche allo straordinario lavoro degli insegnanti di sostegno. Ma su questo fronte non possiamo fermarci né, tantomeno, tornare indietro”.

Forlì - Il presidente Mattarella inaugura il nuovo anno scolastico

Forlì – Il presidente Mattarella inaugura il nuovo anno scolastico


“Va considerato anche con attenzione che le nostre classi sono frequentate da circa 800mila studenti, migranti o figli di migranti stranieri – ha spiegato il capo dello stato -. Un decimo degli iscritti nei nostri istituti. Si tratta di un impegno educativo imponente. Studiano da italiani, apprendono la nostra cultura e i nostri valori, e possono costituire un grande potenziale per il nostro paese. Dal loro positivo inserimento può dipendere parte importante del futuro dell’Italia. Tuttavia la peculiare condizione di migranti, unita alle condizioni di povertà di molte loro famiglie, fa sì che queste ragazze e questi ragazzi siano esposti, più di altri, a ritardi o abbandoni scolastici. Non si cresce con il necessario spirito civico nell’isolamento. Perché forme, pur non dichiarate né intenzionali, di separazione producono rischi gravemente insidiosi per l’intera società”.

“Dobbiamo scongiurare il rischio di giovani che, crescendo al di fuori dei canali scolastici, traducano la loro marginalizzazione in rifiuto della convivenza o come impulso alla ribellione. Per questo l’inclusione è valore fondamentale della scuola. I riflettori della cronaca recente si sono appuntati su alcuni casi di gravissima devianza che hanno visto dei ragazzi come protagonisti. Rapine, omicidi, risse tra bande giovanili, intollerabili violenze e molestie ai danni delle ragazze, inaccettabili episodi di bullismo e di prepotenza che mortifica altri ragazzi”.

“È necessaria un’azione di ampio respiro a diversi livelli – ha concluso Mattarella -. Con politiche volte a investire sui giovani e sul futuro, con interventi strutturali per colmare i divari tra i territori, con strategie per ampliare le opportunità e i percorsi di integrazione e di solidarietà, con la repressione dei reati, in particolare dell’attività delle organizzazioni criminali che cercano di imporsi come violenta alternativa alla vita civile, alla legalità, alle stesse istituzioni democratiche. Tutto questo, ancora una volta, rende ancor più fondamentale combattere, con sempre maggior determinazione, l’abbandono scolastico”.


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