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Viterbo – (sil.co.) – Netturbino accusato di narcotizzare, violentare e filmare le vittime: una delle tre esce allo scoperto e rilascia un’intervista a Repubblica per dire “mi ha drogata e violentata nel mio letto”.
Si chiama Stefania Loizzi, è di Roma, ex banconista di una gelateria. È la donna che con la sua denuncia, lo scorso mese di gennaio, quando si è recata a farsi refertare all’ospedale San Pietro di Roma, ha dato il via alle indagini della procura di Tivoli, poi passate a Viterbo per competenza territoriale quando si è scoperto che la prima vittima è una quarantenne di Capranica abusata a settembre 2022.
Secondo l’accusa Ubaldo Manuali, il 59enne arrestato il 12 settembre con l’accusa di violenza sessuale plurima e diffusione illecita di immagini a contenuto sessuale esplicito, su richiesta del pm Michele Adragna, avrebbe stordito di nascosto con dei sedativi nelle bevande donne che avrebbe agganciato su Facebook.
Ieri l’altro la figlia lo ha difeso in televisione, a Mattino cinque, sostenendo che il padre è un bell’uomo e che ci sono anche donne “malate”. Il “sosia di Keanu Reeves”, nel frattempo, ha ottenuto i domiciliari, sembrerebbe a Cerveteri.
Stefania Loizzi ha detto a Repubblica di non avere paura di mostrarsi mettendoci la faccia: “Sono una vittima”. Sarebbe anche stata filmata e il netturbino avrebbe poi girato il video ai suoi amici del calcetto.
“Mi ha chiesto l’amicizia su Facebook a fine 2020. Ho visto che in comune avevamo un’amica. Lei mi ha detto che era una persona tranquilla e simpatica e allora ho accettato l’amicizia”, ha raccontato Stefania Loizzi alla giornalista Romina Mareca. “Lui mi parlava della figlia, della sua frequentazione in chiesa, del suo padre spirituale”. Lei si è fidata e gli ha dato il numero di cellulare.
La prima volta che si sono visti le avrebbe portato rosari e santini. “Ci vedevamo sempre fuori casa, lui faceva delle foto anche se io non volevo. Poi mi ha detto che gli interessavo come persona. Gli ho risposto che potevamo essere solo amici. Sono passati dei mesi senza vederci”. Ma in seguito sarebbe tornato alla carica. La data è il 14 gennaio 2023.
“Quella sera mi ha chiamato, avevo un braccio ingessato per una frattura, avevo perso da poco mia mamma. Era un brutto periodo. Prima mi ha detto che passava a prendermi e che cenavo a casa sua. Non volevo, non mi andava, poi ho accettato”. A quel punto, secondo Stefania, sarebbe scattata la trappola.
“Mi ha richiamata dicendo che portava la cena a casa mia: dall’antipasto al dolce, fino al vino. Ero giù, ho accettato. Una volta a casa mia ha aperto il prosecco per fare un brindisi. Ho bevuto e mi ricordo solo che ero andata in cucina a prendere le patate. Poi, il buio”.
Loizzi dice di essersi risvegliata di notte improvvisamente nel suo letto con lui accanto: “Non riuscivo a vedere bene. Ho trovato una sua mano sulla faccia, ho reagito male e gli ho detto: “Schifoso, che fai nel mio letto?”. Lui mi ha risposto che mi ero sentita male e che non voleva lasciarmi sola. Ho avuto la forza di voltarmi e ho visto che era senza pantaloni ma sono crollata”. La mattina seguente è andata dal suo medico: “Lui mi ha detto ‘Oddio, mi stai sconvolgendo’ e mi ha consegnato un foglio urgente per il pronto soccorso. Nel mio sangue i medici hanno trovato la droga dello stupro. Pensavo che mi avesse drogata per derubarmi. Invece mi ha violentata in casa mia. Provo troppo schifo”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

