La cena dei popoli
Viterbo – “Gesù conosceva le persone standoci insieme”. Don Giuseppe Caciotti guarda al Vangelo per raccontare la cena che qualche giorno fa c’è stata alla Trinità, il convento degli agostiniani, tra i più antichi al mondo, che sta in cima a Viterbo, quartiere San Faustino. Al suo interno, uno dei chiostri più belli della città, che quando arriva l’autunno l’aria è rarefatta e a vederci passare in mezzo i frati col saio nero, tra le colonne imponenti e gli affreschi sulla vita di Agostino, l’impressione è di immaterialità e raffinatezza. Una chiesa dedicata alla Trinità, ma che piace pensarla pure al testo fondamentale del santo cui l’ordine si ispira.
Alle spalle del chiostro, il giardino, dove alla fine di agosto la Caritas parrocchiale e il doposcuola hanno organizzato la cena etnica dei popoli. Ogni popolo un piatto tipico e uno spettacolo. “Da condividere tutti insieme – ha detto don Giuseppe -. Perché siamo tutti fratelli, sempre in comunione”.
Viterbo – Don Giuseppe Caciotti
Oltre 200 le persone presenti. Sri Lanka, Nigeria, Congo, Pakistan, India, Romania e Marocco i paesi rappresentati. “Con il solo desiderio – ha poi aggiunto il parroco della Trinità – di condividere e stare insieme attorno a un tavolo, perché, come dice Gesù, le persone si conoscono soltanto standoci accanto”.
Viterbo – La cena dei popoli
Una serata accompagnata da una serie di spettacoli da più parti del mondo. Quello di una famiglia dello Sri Lanka, che vive a Viterbo da tanti anni, in abiti tradizionali. Ad esibirsi anche ragazzi e ragazze della comunità indiana, marocchina e un gruppo della parrocchia.
Viterbo – La cena dei popoli
Secondo i dati Istat, sono 6417 gli stranieri a Viterbo, il 10% di tutta la popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 30,2% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dallo Sri Lanka (8,6%) e dalla Nigeria (5,0%). Il 43% della popolazione straniera ha infine un’età compresa tra i 30 e i 49 anni.
Daniele Camilli



