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Omicidio Bramucci, arrestata anche la vedova

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Soriano nel Cimino – Omicidio Bramucci, anche la vedova Elisabetta Bacchio in carcere. I carabinieri hanno dato esecuzione a quella che è la quarta ordinanza di custodia cautelare in carcere.


Salvatore Bramucci e la moglie Elisabetta Bacchio

Bramucci e Bacchio


“Dalle prime ore della mattina di oggi 26 settembre – fanno sapere i carabinieri in una nota – i carabinieri del comando provinciale di Viterbo hanno dato esecuzione ad una quarta ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Viterbo, su proposta della Procura della Repubblica  nei confronti di una seconda donna, in concorso con una altra donna e due uomini tutti già sottoposti a provvedimento restrittivo, gravemente indiziata del delitto di omicidio volontario.

Poco più di un anno fa, il 7 agosto 2022, a Soriano nel Cimino, un uomo del posto, appena uscito dalla sua abitazione, veniva assassinato, mentre si trovava alla guida della propria autovettura, con diversi colpi di arma da fuoco.

Le indagini immediatamente avviate sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Viterbo avevano subito fatto emergere che l’azione delittuosa era stata il frutto di un agguato organizzato in ogni minimo dettaglio, preceduto da sopralluoghi nella zona teatro dell’omicidio e dallo studio delle abitudini della vittima.

Salvatore Bramucci e la moglie Elisabetta Bacchio

Salvatore Bramucci e la moglie Elisabetta Bacchio


Nella prima fase delle indagini si era accertata la presenza di un gruppo di fuoco di tre persone che, a bordo di due auto, una delle quali risultata rubata alcuni mesi prima, avevano raggiunto la località rurale di Acquafredda-Basso della Campana, dove avevano atteso l’uscita dalla propria abitazione della vittima, bloccandogli la strada e freddandola con sei colpi che lo avevano raggiunto in diverse parti del corpo, provocane la morte immediata.

Le indagini avevano consentito, dopo appena un mese dal grave delitto, di dare esecuzione a una prima ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due Italiani, residenti nella periferia est della capitale, provvedimento tuttora in essere e, per uno di loro, confermato anche dal tribunale per il Riesame di Roma.

I successivi approfondimenti investigativi avevano poi consentito di comprendere che il “gruppo di fuoco” si era mosso sulla base di precise indicazioni fornite da una donna, interna al contesto familiare della vittima, che aveva preso parte alla pianificazione dell’azione omicidiaria fin dall’inizio della sua ideazione portando, ad ottobre 2022, al suo arresto disposto dal Gip di Viterbo su proposta della locale Procura della Repubblica.


Le auto del commando armato - Nel riquadro: Salvatore Bramucci

Le auto del commando armato – Nel riquadro: Salvatore Bramucci


Dal momento dell’esecuzione di quel provvedimento cautelare, le indagini non hanno subito alcuna battuta d’arresto ma, anzi, sono proseguite alacremente.

Sono stati raccolti chiari elementi a carico di un’altra donna, direttamente legata alla vittima da stretto vincolo familiare, che era la fonte originaria delle preziose informazioni necessarie al gruppo di fuoco per la pianificazione dell’azione delittuosa della quale, con ogni probabilità, è stata la principale ideatrice.

Gli elementi indiziari raccolti a carico della donna sono stati ritenuti di rilevante gravità dal Gip di Viterbo che, anche in ragione della sussistenza dell’esigenze cautelare, ha emesso il provvedimento restrittivo in carcere”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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