Omicidio delle Saline – Tarquinia – Il luogo del delitto – Nei riquadri: Claudio Cesaris e Dario Angeletti
Tarquinia – (sil.co) – Omicidio delle Saline, ai domiciliari Claudio Cesaris, l’assassino del professor Dario Angeletti freddato con due colpi di pistola nella sua auto la mattina del 7 dicembre 2021.
Il settantenne di Pavia, condannato a 25 anni e due mesi di reclusione lo scorso 10 maggio in primo grado, ha ottenuto il via libera della corte d’assise del tribunale di Roma a lasciare il carcere a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute, motivo per cui durante la detenzione è stato ricoverato in reparti ospedalieri di medicina protetta.
Movente del delitto la gelosia nei confronti della ricercatrice quarantenne con cui aveva avuto una relazione a Pavia, trasferita all’università di Viterbo e collega della vittima.
“Carnefice, ma anche vittima”, per i difensori Michele Passione e Alessandro De Federicis. “Voglio chiedere perdono, perché ho dato tanto dolore”, ha detto in aula l’imputato, spiegando che non era lui quando ha sparato. “È passato più di un anno e non mi riconosco in quello che ho fatto, quella persona non era il Claudio che è adesso, tantomeno il Claudio che per 68 anni ha avuto una vita integerrima”, ha proseguito Cesaris, parlando di una “sofferenza immane” per avere tolto la vita a una persona. E ancora: “La cosa mi angoscia, mi toglie il respiro, mi dà un immane dolore perché non c’è una giustificazione e ho privato la famiglia di un loro caro. Questo sarà il pensiero che mi accompagnerà, e mi accompagna, per tutto il resto della mia vita”.
“Per presentare appello – fanno sapere i difensori – manca ancora tempo”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
