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Partorire senza dolore a Belcolle, rinnovata convenzione col policlinico Gemelli

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Viterbo - Il reparto di Ostetricia e Ginecologia a Belcolle

Viterbo – Il reparto di Ostetricia e Ginecologia a Belcolle

Viterbo - La conferenza di presentazione del nuovo dipartimento della salute della donna e del bambino - Giorgio Nicolanti

Viterbo – Il professor Giorgio Nicolanti

Viterbo – (sil.co.) – Partorire senza dolore a Belcolle, rinnovata per un anno la convenzione con la Fondazione policlinico universitario “Agostino Gemelli” di Roma avente ad oggetto l’erogazione di attività formativa indirizzata al personale medico anestesista, ginecologo ed ostetrico della Asl di Viterbo finalizzata all’acquisizione di competenze specifiche nella tecnica della “partoanalgesia”.

Referenti delle parti sono il professor Gaetano Draisci per la Fondazione e il professor Giorgio Nicolanti per l’azienda sanitaria viterbese.

Alcune donne, come è noto,  scelgono di partorire con l’anestesia (parto-analgesia). La tecnica più usata è la peridurale, praticata dall’anestesista e che consiste nella scomparsa del dolore, rimanendo sveglie, attraverso l’iniezione di farmaci nello spazio peridurale lombare. Va detto che tale tipo di analgesia non è attualmente disponibile in tutti i punti nascita della regione.

In base alla convenzione, il cui primo anno è scaduto lo scorso mese di maggio,  l’attività di formazione ginecologica e ostetrica, in particolare, viene svolta presso il dipartimento della salute della donna del policlinico romano, mentre il tutoraggio avviene presso le sale parto del Gemelli.

La Asl ha varato nel frattempo – lo scorso mese di gennaio – il piano aziendale che ha l’obiettivo di ridurre entro il 2023 la proporzione di parti cesarei tra il 18% ed il 20% per tendere poi, negli anni successivi, a conseguire un valore prossimo al 15% che costituisce lo standard internazionale di riferimento raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità.


– Parti cesarei al 23,77% a Belcolle, obiettivo scendere sotto il 20% nel 2023


Tra le criticità veniva individuato l’utilizzo non routinario a Belcolle della partoanalgesia, che potrebbe avere concorso a determinare l’attuale valore di ricorso del parto cesareo primario: parti cesarei al 23,77% nel 2021, ultimo dato disponibile all’inizio del 2023. Record “negativo” al 2020, l’anno del Covid, quando la percentuale fu del 26,59%. Record opposto nel 2016, 17,73%, non lontano dall’optimum internazionale.

Per questo veniva annunciata l’introduzione e la codificazione dell’uso della formulazione commerciale del principio attivo Misoprostolo, che sostituisce il principio attivo somministrato in preparazione galenica.

Al riguardo, il protocollo prevede anche una parte dedicata specificamente alla gestante obesa che, secondo la letteratura scientifica più recente, può rispondere in modo differente all’induzione; introduzione a regime della partoanalgesia; effettuazione di almeno due incontri formativi in presenza della cardiotocografia in travaglio e la gestione del travaglio fisiologico e patologico.

 

 

 

 

 


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