L’incendio in località Fiesole, nel riquadro Danilo Camilli
Vetralla – (sil.co.) – Dopo l’estate la perizia su video e tracciamenti satellitari. Si allungano i tempi del processo al presunto piromane arrestato sei anni fa con l’accusa di avere appiccato ben 14 incendi in due mesi, tra il 23 giugno e il 22 agosto 2017. Cinque roghi dolosi nel territorio del comune di Vetralla e altri nove nel comune di Viterbo.
Il procedimento, entrato nel vivo con l’ascolto dei primi testimoni il 15 dicembre dell’anno scorso, dovrebbe riprendere in autunno. Sulla “graticola” un bracciante agricolo 45enne di Vetralla, Danilo Camilli, arrestato a suo tempo in flagranza a Fiescole dai carabinieri del nucleo di polizia ambientale e forestale nel pomeriggio del 22 agosto 2017 per incendio boschivo.
I militari, che lo stavano seguendo, lo hanno visto fare inversione di marcia in strada Monte Fogliano. Fermarsi. Poi hanno visto il fuoco a trenta metri da lui. E nessun altro passava per quella strada. Il pedinamento è poi proseguito fino a via Enrico Fermi, dove la sua macchina è stata bloccata e perquisita. All’imputato, difeso dall’avvocato Samuele De Santis, fu sequestrato un accendino di colore rosso. E non essendo un fumatore, secondo gli investigatori, non aveva motivo per portarlo con sé.
“Non un piromane, ma uno spettatore”, secondo il difensore Samuele De Santis. “Persona interessata all’evento incendio, ma assolutamente non individuabile come l’artefice, in quanto i primi incendi che sono stati riscontrati avevano a che fare con gli appezzamenti vicini alla sua abitazione”, ha sottolineato il legale.
La difesa, nel frattempo, ha chiesto una perizia tecnica su video e tracciamenti satellitari.
Il giallo del pick-up nero
Una chiacchiera da social è entrata prepotentemente nel processo. E’ la storia del pick-nero avvistato sui luoghi dei roghi, per rintracciare il quale nell’agosto 2017 fu fatto appello su un popolare gruppo Facebook di una associazione viterbese, il cui presidente è stato ascoltato assieme a una utente, come testimone.“Ho pensato fosse un diversivo, uno specchietto per le allodole, un elemento di distrazione per poter beccare il vero piromane”, ha spiegato il presidente, dicendo di essere stato anche lui presente sul luogo dell’incendio divampato l’8 agosto.
Veicolo sospetto alle Masse di San Sisto
Fatto sta che la sera successiva, una cinquantenne di ritorno da Tarquinia con la figlia, sensibilizzata dall’appello circolato su Facebook, all’altezza delle Masse di San Sisto, dove era in corso un incendio, avrebbe guarda caso avvistato un pick-up sospetto. “Andava a passo d’uomo, era grigio scuro e aveva i finestrini oscurati, col solo conducente a bordo. Ho preso il numero di targa e il giorno dopo sono andata a testimoniare dai carabinieri, ritenendo che fosse un mio dovere civico”, ha spiegato all’udienza di dicembre. La difesa ha fatto notare come non si sappia se siamo stati mai avviati accertamenti per risalire al proprietario del veicolo segnalato, fermo restando che sicuramente non era di Camilli.
Pedinamenti hi-tech, ma serve una perizia…
E’ stata rinviata la testimonianza dell’investigatore dei carabinieri forestali che nel 2017 ha indagato sul sospetto piromane, anche tramite Gps e filmati dei suoi spostamenti, scaricati su un dvd per visionare il quale serve un software speciale non a disposizione della difesa, che quindi non ha potuto esaminarne i contenuti. L’avvocato De Santis ha chiesto una perizia tecnica per decriptare i dati, i cui risultati dovrebbero essere disponibili per la prossima udienza.
L’avvocato Samuele De Santis
Gli incendi attribuiti a Danilo Camilli
– 23 giugno 2017: incendio in località Via del Bosco a Vetralla
– 27 giugno 2017: incendio boschivo in località La Noce a Vetralla
– 10 luglio 2017: incendio in località Pian dei Cerri a Vetralla
– 23 luglio 2017: incendio in località Volpara a Viterbo
– 24 luglio 2017: incendio in località Strada del Pendolino a Vetralla
– 2 agosto 2017: incendio in località Quartuccio a Viterbo
– 5 agosto 2017: incendio in strada Due Casali a Viterbo
– 5 agosto 2017: incendio boschivo in località La Noce a Vetralla
– 7 agosto 2017: incendio in strada Sasso San Pellegrino a Viterbo
– 8 agosto 2017: incendio in strada Sasso San Pellegrino a Viterbo
– 18 agosto 2017: incendio in località strada Orti-Quartuccio a Viterbo
– 21 agosto 2017: incendio in località Castellaccio a Viterbo
– 21 agosto 2017: incendio in località strada Ciavalletta a Viterbo
– 22 agosto 2017: incendio in località Fiescole a Viterbo
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

