Viterbo – “Primaria del pronto soccorso aggredisce verbalmente e insulta medici, uno si sente male e torna a casa col referto dello stesso pronto soccorso”. Da dottore è diventato paziente e a raccontare la surreale situazione accaduta giovedì pomeriggio al pronto soccorso di Belcolle è Antonella Ambrosini, sindacalista Fp Cgil, con i colleghi Claudio Matteini (segretario generale provinciale Cisl Medici) e Teresa Ranalli (Segretaria Anaao-Assomed).
“Un fatto gravissimo – spiegano – di fronte ai pazienti presenti e ai colleghi”.
Nel pomeriggio, dalle 14, si era tenuta un’assemblea, regolarmente richiesta, per discutere delle criticità del pronto soccorso. “L’assemblea è un diritto – osserva Ambrosini – non può un lavoratore partecipare e poi essere vessato. La riunione era stata ufficialmente comunicata alla direzione ed era con i medici strutturati, a tempo indeterminato. Ne sono rimasti sette.
Di questi, sei hanno partecipato. Una riunione tranquilla, abbiamo concordato la linea, soffermandoci sugli aspetti critici a livello organizzativo, stabilendo di stilare un documento da inviare alla direzione strategica come promemoria, oltre alla richiesta di un incontro”.
Terminata la riunione: “Sono tornata a casa – continua Ambrosini – ma sono stata chiamata dalla dottoressa Ranalli. Mi ha spiegato che un medico presente all’assemblea era stato aggredito verbalmente dalla primaria del pronto soccorso, con parole irripetibili.
Erano nella sua stanza, ma quando sono arrivata si sentiva inveire da fuori. Urla ascoltate da tutti, pazienti e colleghi”.
Clima tesissimo. “Di fronte ai cittadini – ribatte Teresa Ranalli, segretaria Anaao-Assomed – e dire che nell’incontro avevamo parlato dei problemi di personale che manca, coperto da medici di libera professione e quindi attraverso cooperative. Erano presenti anche sigle che non hanno iscritti, a dimostrazione dell’importanza e l’aula era stata concessa dalla direzione”. Oltre ad Ambrosini, Ranalli e Matteini, hanno sottoscritto la richiesta d’assemblea della dirigenza medica pure Mario Malavasi (Fpl Uil), Vittorio Ricci (Fials), Renato Carrozza (Anpo Ascott) Angelo Carriero (Fassid) e Federico Ricci (Direts).
Voleva essere un incontro costruttivo. “Organizzazioni sindacali come la mia che non ha iscritti di medicina d’urgenza – spiega Claudio Matteini segretario generale provinciale Cisl Medici – erano all’assemblea, regolarmente autorizzata, per esporre alla direzione strategica e al direttore i problemi e trovare una soluzione, per offrire un servizio migliore all’utenza.
Non ero presente quando sono accaduti i fatti che mi hanno riferito, forse nati da una interpretazione errata. Comunque una situazione molto incresciosa”.
Con conseguenze. “In prima battuta – continua Ambrosini – è stata aggredita con parole irripetibili una dottoressa di guardia e quandoè arrivato il nuovo medico montante per la notte e presente in assemblea, la direttrice del pronto soccorso Lorena Cipollone è scesa, apostrofandolo con parole irripetibili, di fronte a infermieri e medici.
Non ha risposto e lei ha continuato. Lui si è sentito male e ha fatto accesso al pronto soccorso, diventando da medico a paziente. È stato mandato a casa con un referto”.
Per Ambrosini siamo sul surreale: “Si parla molto delle aggressioni subite da personale medico al pronto soccorso e invece chi ti aggredisce sta all’interno”. Mentre le criticità in quella che è la porta d’accesso all’ospedale di Belcolle sono molte.
“Avremmo anche scritto – continua Ranalli – alla direzione strategica per chiedere un incontro.
Io sono stata chiamata, dopo la riunione. Ero in servizio, ho stimbrato e con la dottoressa Ambrosini che è tornata siamo testimoni di quanto accaduto. Fuori dal pronto soccorso si sentiva tutto, le urla e c’erano pazienti. Abbiamo coinvolto la direzione sanitaria.
Quando sono arrivati due colleghi per la notte, ha cominciato a insultarli e uno si è sentito male e comunque, come avrebbe potuto refertare pazienti, dopo che era stato insultato così di fronte a loro in pratica? Tutti e due indossavano il camice. Capisco che adesso ci tengano a non voler far uscire quanto accaduto, tuttavia non è possibile”.
Antonella Ambrosini ormai è da molti anni in servizio. “Ci abbiamo pensato prima di divulgare quanto avvenuto. Ma per noi sindacati è troppo grave, il rispetto dei diritti dei lavoratori è fondamentale e non possono essere calpestati.
È la prima volta che mi capita una cosa del genere – sottolinea Ambrosini – comunque, continueremo a lavorare sulle criticità, a partire dai soli sette medici strutturati, pochi e sottoposti a uno stress non indifferente. Vessati per una ragione o per l’altra. La direzione deve prendere provvedimenti.
E comunque, ripeto, si cerca di mettere al riparo il personale da aggressioni, essendo lavoratori in prima linea e poi le aggressioni le ricevi da chi ti dovrebbe tutelare”.
Giuseppe Ferlicca
